Dalle diocesi, domani si apre il Cammino sinodale della Chiesa in Italia

Le lettere dei vescovi e gli impegni delle diocesi

Il vescove e i suoi fedeli
Foto: Chiesa di Napoli
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Domenica scorsa in Vaticano l’apertura del cammino sinodale voluto da Papa Francesco per la Chiesa universale. E questa domenica l’avvio in tutte le diocesi del mondo e quindi anche in Italia con celebrazioni presiedute dai vescovi.

“Nell’intraprendere questo cammino, la Chiesa di Dio che è in Italia non parte da zero, ma raccoglie e rilancia la ricchezza degli orientamenti pastorali decennali della Cei, elaborati fin dagli anni ’70 del secolo scorso, i quali, in un fecondo intreccio con il magistero dei Pontefici, da Paolo VI a Francesco, costituiscono una mappa articolata e sempre valida per la vita delle nostre comunità”, scrivono i vescovi italiani in un messaggio alle Chiese che sono in Italia aggiungendo che “la Chiesa è stata concepita in movimento, nel viaggio di Abramo da Ur dei Caldei e nelle chiamate di Gesù ai discepoli sul lago e sulle strade; la Chiesa è popolo pellegrino, che non percorre sentieri privilegiati e corsie preferenziali, ma vie comuni a tutti; la Chiesa non è fatta per stabilirsi, ma per camminare.

La Chiesa è Sinodo (syn-odòs), cammino-con: con Dio, con Gesù, con l’umanità”. La Chiesa in Italia avrà anche un “cammino sinodale digitale”. Nei giorni scorsi, infatti, è partito il sito www.camminosinodale.net che accompagnerà l’intero percorso, articolato in tre fasi – narrativa, sapienziale e profetica – dal 2021 al 2025. 

“Prepariamoci con la preghiera e con piena disponibilità d’animo a questo tempo di grazia che si apre dinanzi a noi. La Vergine Maria e i Santi Patroni ci sostengano perché possiamo annunciare con nuova forza il Vangelo di Gesù, verità e vita”, scrive alla sua diocesi di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, che è anche presidente della Cei annunciando una celebrazione domani pomeriggio in cattedrale insieme al vescovo ausiliare Marco Salvi e ai vicari episcopali delle sette Zone pastorali, parroci e sacerdoti diocesani e religiosi. “Con fiducia avviamo il percorso. Non sarà complicato o macchinoso: limiteremo al massimo gli aspetti burocratici e organizzativi e cercheremo di dare spazio all’ascolto di tutti coloro che desiderano partecipare”, scrive il vice presidente della Cei e arcivescovo di Modena Nonantola e vescovo di Carpi, Erio Castellucci.

A Bologna il card. Matteo Zuppi presiederà la Messa nella Cattedrale di San Pietro. “Il Sinodo - afferma Zuppi, che sabato scorso è stato a Roma per la cerimonia di apertura e domenica ha concelebrato la Messa presieduta dal Papa in San Pietro - inizia già con questa preparazione, che è parte fondamentale del Sinodo stesso. La decisione del Papa di indire il Sinodo generale e di inaugurarlo domenica scorsa muove tutta la Chiesa, le diocesi, insieme alle varie realtà, comunità, associazioni ad una riflessione sulla sinodalità, cioè ad essere missionari, a vivere la comunione, ad ascoltare e a parlare dei problemi che portiamo nel nostro cuore, che vediamo e sentiamo nella vita di tante persone.

Domani inizierà il Cammino Sinodale della Chiesa italiana. Il primo anno, impegnato nella fase di ‘ascolto’, coinciderà con la preparazione del Sinodo generale e sarà il primo passo del cammino delle Chiese in Italia, anche questo su sollecitazione del Papa, per ascoltare le sfide a cui la Chiesa deve far fronte, per capire quindi quali sono i problemi e cercare insieme come vivere la conversione pastorale missionaria che è la grande visione e proposta a cui ci chiama Papa Francesco”. La Chiesa che è in Italia, “sollecitata dal Santo Padre Francesco, ci invita a vivere in questi anni il cammino sinodale per approfondire e assumere lo stile di una Chiesa che fa strada insieme, per fare esercizio e tirocinio di sinodalità e percorrere, accompagnati dal Risorto, un altro pezzo di strada”, ha scritto il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, Giuseppe Giudice, che domani presiederà una liturgia eucaristica nella concattedrale di San Michele Arcangelo di Sarno.

A Rossano-Cariati, in Calabria, celebrazione presieduta dall’arcivescovo Maurizio Aloise, nella cattedrale di Maria Santissima Achiropita. “Comunione, partecipazione, missione sono le parole su cui si incardinano le azioni della equipe diocesana, nominata dall’arcivescovo, che avrà il compito di attuare quel coinvolgimento dal basso che il Pontefice ha indicato quale via privilegiata e necessaria per un ascolto reale del popolo di Dio”, si legge in una nota della diocesi. A Torino e Susa apertura del cammino sinodale alla Consolata e al santuario Madonna del Rocciamelone con l’arcivescovo, Cesare Nosiglia. Un avvio, in tre lingue, nella diocesi di Bolzano-Bressanone partendo dalle esperienze e dai risultati del Sinodo diocesano 2013-15, che ha affrontato temi centrali per la vita della Chiesa. “Ora, a differenza del Sinodo diocesano, il focus non è puntato sui contenuti di singoli temi, ma sulla domanda di come vogliamo essere Chiesa insieme per restare fedeli alla nostra missione. In questo cammino la parola chiave è ascoltare”, spiega il direttore dell’Ufficio pastorale Reinhard Demetz, incaricato diocesano per il Sinodo dei vescovi.

Oltre al pellegrinaggio domenica 17 ottobre il vescovo Ivo Muser presiede la celebrazione trilingue di apertura del Sinodo dei vescovi, alle 15, nel duomo di Bressanone. Prima assemblea sinodale a Cagliari prima dell’apertura del cammino per tutta la diocesi di domani nella basilica di Nostra Signora di Bonaria. Lo scopo del cammino sinodale “non è quello di produrre nuovi documenti, quanto far crescere la comunione, la missione e la partecipazione di tutti. Questo cammino costituirà il piano pastorale dell’intera diocesi”. “Ritrovare il coraggio di metterci insieme per camminare insieme” è la sfida che lancia il cammino sinodale secondo l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano:  “desideriamo farlo ricollocandoci come discepoli alla sequela di Gesù, riscoprendo la bellezza di essere anche noi figli nel Figlio e fratelli tra di noi”.

Il Sinodo “dovrà partire dall’arte dell’ascolto ed essere un’esperienza di ascolto dello Spirito e nello Spirito di ciò che abita il cuore degli uomini e delle donne, della città, della terra e del tempo in cui la Provvidenza ci ha posti”, ha detto l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia che aprirà il Sinodo diocesano lunedì nella Cattedrale: “È dal Sinodo che ridefiniremo il nostro ruolo di Chiesa qui a Napoli che comprenderemo come aggiornare e ripensare le nostre strutture pastorali, come immaginare e costruire un progetto che a breve, medio e lungo termine renda protagonisti i territori, sveli sempre di più il significato di diocesi e parrocchia, inventi ambiti che siano pronti ad accogliere la differenza di donne e di uomini, che valorizzi carismi e ministeri, che abbia il coraggio della profezia, la velocità della speranza, l’abbraccio dell’amore.

Una sfida che ci riguarda e che ci legherà ancor di più, che ci legherà all’intera Chiesa italiana, pronta ad aprire il suo cammino sinodale, come voluto fortemente da Papa Francesco, che noi accoglieremo come nostro e vivremo nel nostro, con la particolarità e la specificità che richiede l’incarnazione di ogni progetto pastorale nella specificità di ogni Chiesa locale. Insieme con i vescovi ausiliari, seguirò personalmente ogni fase del percorso sinodale”.

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