Dalle diocesi: i giovani in uscita e la festa di San Calogero

La festa di San Calogero
Foto: agrigento.gds.it
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Dopo l’incontro dei vescovi di rito orientale d’Europa della settimana scorsa a Lungro, in Calabria, nuovamente l’Italia per un altro appuntamento della Chiesa d’Europa. Da martedì 26 giugno sarà infatti la Conferenza Episcopale Italiana ad accogliere a  Roma gli addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d'Europa che si ritroveranno per discutere di alcuni argomenti e problematiche legate alla comunicazione della Chiesa in Europa.

Una Chiesa che sappia farsi compagna di viaggio dei giovani d’oggi ed orientarne la vita; una Chiesa che fuggendo da ogni alibi s’impegni ad attivare processi in tal senso saranno, invece, i temi al centro della 68ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale, proposta dal Centro di orientamento pastorale (COP) e rivolta agli operatori pastorali delle diocesi italiane, che si terrà ad Assisi da lunedì prossimo. Tema dell’incontro “Giovani per una ‘Chiesa in uscita’”.

“L’esperienza dei parroci e degli operatori pastorali, nei piccoli centri, come nelle grandi città, ci mostra il desolante spettacolo di una sempre più evidente assenza dei giovani nei nostri luoghi celebrativi ed educativi”, spiega mons. Domenico Sigalini, vescovo e presidente del COP: il Sinodo voluto da Papa Francesco è “un invito a non piangerci addosso, ma a metterci in ascolto dei giovani, delle loro domande e delle loro speranze, perché da giovani diano maturità alla loro fede: ogni lavoro con i giovani serve sostanzialmente a crescere e la fede serve a promuovere questo cammino di crescita.  Senza ombra di dubbio – prosegue il presule – ridare charme, bellezza e attrattiva all’immagine dell’adulto nella fede e immaginare un profilo del credente nuovo, all’altezza del Vangelo, che sappia abitare e trasfigurare i contesti culturali odierni, sono i compiti che ci attendono”.

Torino non temere” è stato il monito-appello dell’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia nel giorno della festa della patrona, nel Santuario della Consolata citando quattro sfide per la comunità torinese: “la sfida delle molte fatiche che accompagnano le famiglie per gestire giorno per giorno le difficoltà economiche, educative e sociali o le sofferenze fisiche e morali dei loro congiunti. Tra queste sfide emerge, oggi in particolare, quella del lavoro che non c’è o non si trova per molti adulti e giovani che vivono un precariato permanente con gravi conseguenze per la stessa stabilità della famiglia e le sue necessità primarie di vita”.

Poi “la sfida dell’emergenza educativa che sollecita la promozione di un patto tra le generazioni”; la sfida “dell’accoglienza di tanti fratelli e sorelle immigrati e rifugiati che bussano alle nostre porte” e la sfida di una “fede che sa coniugarsi con la vita e di una vita che non fa a meno della fede”. Sempre a Torino domani, 24 giugno, festa del patrono san Giovanni Battista. Saranno 185 le campane che suoneranno: 62 in 8 “concerti itineranti” e 123 in contemporanea, alle 12 per l’Angelus, aggiungendosi ai rintocchi del mezzogiorno che già normalmente echeggiano dai campanili della città, si legge sul settimanale diocesano “La Voce e il tempo”.

Festa patronale, il prossimo 28 giugno anche nella diocesi di Agrigento retta dal card. Francesco Montenegro. Una festa che quest’anno avrà, come è stato annunciato nel corso di una conferenza stampa, una novità: un carrello spinto dai devoti al posto del camion sul quale di solito viene posta la statua di san Calogero per la processione serale, dalla Chiesa dell’Addolorata al Santuario. A spingere il carro saranno famiglie, genitori con i figli, ma anche anziani e giovani agrigentini, che “porgeranno la spalla a san Calogero”.

“Quando il nostro santo va in processione – dice don Giuseppe Veneziano al settimanale diocesano “L’Amico del Popolo”  tutti vorrebbero portarlo in spalla. Questo porgere la spalla è il gesto di Gesù e vogliamo imitarlo. Quando porgiamo la spalla alle necessità dei nostri fratelli, sperimentiamo con stupore e gratitudine che Dio pone la spalla a noi. Questo gesto – aggiunge – vuole essere un richiamo a condividere il ‘peso’ soprattutto pensando che, come uomini e ancor più come cristiani, dobbiamo aiutarci a portare i pesi gli uni degli altri per sperimentare la gioia della fraternità”. Momento centrale le due processioni serali, domenica 1° luglio, alle 21, con la partecipazione dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, e domenica 8 luglio.

Dal Sud a Nord con l’annuncio della visita pastorale alla diocesi del vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla. Il versetto che fa da riferimento all’incontro con le comunità cristiane della diocesi patavina è tratto dal libro degli Atti degli apostoli: “Ritorniamo a
far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno
”. Sarà una visita all’insegna della fraternità e della quotidianità ordinaria in cui il vescovo si presenterà come figlio, fratello e padre: “Vengo per fermarmi e per stare in mezzo a voi con i sentimenti di un figlio, di un fratello e di un padre – scrive il vescovo Cipolla nella Lettera di indizione – Vorrei, pertanto, dare alla mia prima Visita la tonalità della ferialità e della quotidianità, che include anche la gioia e la festa del vederci, in un’occasione certamente speciale e unica. Continueremo quel dialogo avviato all’inizio del mio ministero con le parole “come state?”, rendendolo più profondo e concreto”.

 

 

 

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