Dalle diocesi, in attesa del nuovo anno pastorale superare le paure

Dalla emergenza nuove idee e proposte

Una parrocchia
Foto: Chiesaitaliana.it
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Siamo ormai in pieno del periodo di vacanza ma lo sguardo dei vescovi e dei sacerdoti va al periodo autunnale quando riprenderanno attivamente le attività pastorali. E non sarà come tutti gli altri anni vista la situazione pandemica che ancora oggi stiamo vivendo. Ma bisogna superare la paura che ancora coinvolge molti fedeli che ancora non hanno ripreso a frequentare le parrocchie. Occorre lavorare insieme per porre le condizioni con cui aprirsi a “nuove forme di presenza ecclesiale”, scrive in una lettera ai vescovi italiani la presidenza della Conferenza Episcopale.  La presidenza della Cei si sofferma, nella lettera, sul ritorno alla celebrazione dell’Eucaristia con il popolo, “segnato anche da un certo smarrimento (in particolare, una diffusa assenza dei bambini e dei ragazzi), che richiede di essere ascoltato”.

“Occorre un saggio discernimento per cogliere ciò che è veramente essenziale”, si legge nel testo della presidenza per la quale “la consegna della nuova edizione del Messale Romano sarà un’opportunità preziosa per aiutare le comunità cristiane a recuperare consapevolezza circa la verità dell’azione liturgica, le sue esigenze e implicazioni, la sua fecondità per la nostra vita”. Quanto alla celebrazione dei sacramenti, “a partire da quelli dell’iniziazione cristiana”, la lettera ricorda che “non ci sono impedimenti a celebrare con dignità e sobrietà”. La raccomandazione è quella di “aver cura che la loro celebrazione, pur in gruppi contenuti, avvenga sempre in un contesto comunitario”. Per la Cresima, “oltre ad assicurare il rispetto delle indicazioni sanitarie, in questa fase l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando”. La stessa attenzione “sarà necessaria per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione dei malati”, spiegano la presidenza della Cei entrando nei particolari delle varie celebrazioni. Nel rinnovare la “riconoscenza ai sacerdoti e ai catechisti per la generosa e creativa disponibilità con cui, anche in questi mesi difficili, hanno saputo mantenere i contatti con le persone, in particolare i ragazzi e le loro famiglie, ricorrendo ampiamente all’uso dei mezzi digitali”, viene evidenziata l’urgenza “di progettare, con le dovute precauzioni, un cammino comunitario che favorisca un maggior coinvolgimento dei genitori, dei giovani e degli adulti, e la partecipazione all’Eucaristia domenicale”, in attesa anche delle indicazioni del Ministero dell’Interno per un ritorno dei cantori e dei cori. Circa la richiesta di poter derogare al numero delle 200 persone nei luoghi chiusi, il Comitato tecnico-scientifico affida la decisione alle Regioni mentre per ciò concerne le attività pastorali per i ragazzi, gli Uffici catechistici, coordinati da quello nazionale “stanno lavorando per favorire e sostenere il loro impegno in un discernimento comunitario che porti a scelte operative adeguate, non ispirate dal si è sempre fatto così, ma dalle possibilità che il tempo attuale offre”.

Il tempo che stiamo vivendo – scrive la presidenza della Conferenza Episcopale Italiana - “con le sue difficoltà e le sue opportunità, ci chiede di non restringere gli orizzonti del nostro discernimento e del nostro impegno semplicemente ai protocolli o alle soluzioni pratiche”: “se davvero l’esperienza della pandemia non ci può lasciare come prima” la riunione autunnale del Consiglio Permanente e l’Assemblea Generale (prevista a novembre) dovranno essere “eventi di grazia, nei quali confrontarci e aiutarci a individuare le forme dell’esperienza della fede e, quindi, le priorità sulle quali plasmare il volto delle nostre Chiese per il prossimo futuro”.

Intanto anche nelle diocesi qualcosa si muove. A Rimini l’Ufficio di Pastorale Giovanile/Vocazionale intende creare una mappatura delle realtà giovanili attive in diocesi per avere una “foto” che rappresenti effettivamente l’esistente. La mappatura vuole rendere visibile e operativa la rete di realtà giovanili diocesane, cercando di includere tutte le esperienze e i gruppi, che siano piccoli e informali o più grandi e strutturati. “Vorremmo – spiegano i promotori - fotografare le relazioni già esistenti e promuovere lo sviluppo di nuove collaborazioni e creare un canale di comunicazione efficace per far circolare le informazioni e le iniziative di tutti. Tutto questo sarà uno strumento utile per il cammino che si svilupperà verso, durante e dopo l’assemblea sinodale diocesana dell’anno prossimo”.

Nella diocesi di Vittorio Veneto proseguirà, per tutto il periodo estivo, una iniziativa nata in tempo di pandemia Covid-19. La diocesi e La Tenda TV hanno ideato la rubrica quotidiana “Sulle orme del Maestro”. Da lunedì a sabato, grazie alla Tenda TV di Vittorio Veneto e anche grazie a Radio Palazzo Carli di Sacile, che ha inserito la rubrica nella sua programmazione viene trasmesso un breve commento al vangelo che la liturgia quotidianamente propone ai fedeli. Una esperienza incoraggiata dal vescovo Corrado Pizziolo e attualmente condotta dal vicario generale mons. Martino Zagonel con la partecipazione anche di altri sacerdoti.  Lo scopo del programma è quello di aiutare a cogliere l'importanza della Parola di Dio nella vita del credente, valorizzando i mezzi di comunicazione e i social che si sono rivelati preziosi - anche da un punto di vista liturgico - in tempo di lockdown.

Festa nella diocesi di Civitavecchia-Tarquinia che oggi accoglie il nuovo vescovo, Gianrico Ruzza, che inizia il servizio episcopale in Cattedrale. Il giorno successivo Messa nel Duomo di Tarquinia. Il nuovo vescovo verrà accolto dai fedeli in piazza Vittorio Emanuele, antistante la Cattedrale San Francesco d’Assisi, dove troverà ad attenderlo anche il clero della diocesi insieme a quello della Chiesa di Roma, i confratelli vescovi della Conferenza episcopale del Lazio e i rappresentanti delle Istituzioni. La cerimonia di sposterà poi in Cattedrale dove Ruzza, prima di prendere possesso della “Cattedra”, si fermerà in preghiera alla cappella del Santissimo Sacramento.

Dopo il “saluto liturgico” del pastore, il cancelliere vescovile don Giovanni Demeterca darà lettura del Decreto di nomina papale e il presule sarà ufficialmente insediato. Successivamente, il vicario generale monsignor Rinaldo Copponi offrirà al vescovo un dono da parte della diocesi. Seguiranno i saluti istituzionali di un rappresentante della Regione Lazio, del sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco, in rappresentanza dei sei Comuni in cui si estende la diocesi, e del generale Minghetti.

La cerimonia continuerà con il nuovo vescovo che, accompagnato dai sacerdoti e dai vescovi si recherà in processione verso il Forte Michelangelo dove nell’ampio cortile presiederà la celebrazione eucaristica.

 

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