Dalle diocesi, la festa dei padovani a San Pietro e la preghiera per i missionari martiri

Il manifesto della giornata
Foto: Fondazione Missio
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Saranno oltre 1300 i pellegrini della diocesi di Padova  che questa mattina saranno ricevuti da Papa Francesco, nell’aula Paolo VI in occasione del Centenario (1919-2019) dell’Istituto vescovile Barbarigo, scuola paritaria della diocesi patavina. 

Ad accompagnare il gruppo – formato da alunni, docenti, personale dell’Istituto, genitori e familiari, ex allievi e tante tante persone amiche del Barbarigo – il vescovo Claudio Cipolla. Tra i partecipanti anche autorità civili  e rappresentanti del mondo della scuola cattolica oltre a rappresentanti degli organismi di comunione diocesani, preti, religiosi/e e laici. Prima dell’udienza, a partire dalle ore 10.30, in preparazione all’incontro con papa Francesco, ci saranno alcune testimonianze di ex allievi del Barbarigo, momenti musicali accompagnati dall’Ensemble d’Arpe Floriana e altri solisti e la preghiera guidata dal vescovo che al termine dell’udienza presiederà la messa nella basilica di San Pietro all’altare della Cattedra.

Intanto domani si celebra la 27° Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, a 38 anni dall’assassinio del vescovo salvadoregno Oscar Romero, proclamato santo nell’ottobre dello scorso anno. Il tema scelto dalla Fondazione Missio della Cei è ispirato proprio al martire salvadoregno: “Per amore del mio popolo non tacerò” e  vuole esprimere “la piena consapevolezza che amare Dio significa amare i propri fratelli, significa difenderne i diritti, assumerne le paure e le difficoltà”.

La Giornata è nata nel 1993 per iniziativa dell’allora Movimento Giovanile Missionario, diventato oggi Missio Giovani che, sotto l’egida della Fondazione Missio, anima, per la Chiesa italiana questo speciale evento di preghiera per ricordare tutti i testimoni del Vangelo uccisi in varie parti del mondo. Nel 2018 – fa sapere Missio - c’è stato purtroppo un aumento di persone uccise in odium fidei: sono quaranta (circa il doppio rispetto allo scorso anno) gli operatori pastorali che hanno perso la vita per amore di Dio, come riporta l’annuale rapporto dell’ Agenzia Fides della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Per amore del mio popolo non tacerò significa “agire coerentemente alla propria fede. In quanto cristiani, discepoli missionari, portatori della Buona Notizia di Gesù non possiamo tacere difronte al male. Farlo significherebbe tradire il mandato che ci è stato affidato”.

Diverse le iniziative nella diocesi italiane per questa giornata.

A Bologna questa sera una veglia nella chiesa di san Benedetto in via Indipendenza. Sempre in Emilia Romagna giovedì scorso Veglia di preghiera nella Chiesa parrocchiale di Villa Sesso (Reggio Emilia) presieduta dal vescovo, Massimo Camisasca. “Per stare con Gesù è necessario innanzitutto essere poveri in spirito (Mt 5,3), cioè umili e semplici, persone che non mettono al primo posto se stesse e i propri progetti, ma l’opera e la volontà di Dio”, ha detto il presule: “chi vive così, è beato – ci dice il Signore. Su questa beatitudine si innestano poi tutte le altre. La povertà di spirito è la caratteristica principale del discepolo di Cristo, perché essa è innanzitutto il tratto distintivo della persona di Gesù. La mitezza, l’attitudine alla misericordia, la purezza del cuore, la propensione alla pace, l’ardente desiderio della giustizia… tutte queste qualità umane sono accessibili nella loro pienezza soltanto a chi riconosce e afferma il primato di Dio sulla storia e nella propria vita. Chi vive così, è beato – ci dice il Signore”. Nelle “Beatitudini” Gesù aggiunge “a tutto ciò, con grande realismo, anche il tema del pianto e della persecuzione a causa della giustizia e del Suo Nome”. Per mons. Camisasca il martirio, “vocazione cui ogni battezzato è chiamato (e che non necessariamente è cruento), consiste nell’affermare che solo Dio è Dio, e che l’uomo non è Dio. Nessuno stato, nessun uomo, nessuna forza politica o economica può prendere il posto di Dio. E questo è il grande tema che dobbiamo affrontare anche oggi. Il martirio è inscindibile dalla vita cristiana ed è una costante della storia della Chiesa”. In Italia la Fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” propone quattro diverse iniziative. Oggi e domani  a Legnano l’evento “Illuminiamo di rosso Legnano ricordando i cristiani martiri”, promosso da ACS assieme alla Parrocchia e al Centro Culturale San Magno. L’iniziativa avrà inizio con la veglia di preghiera e l’adorazione che nel pomeriggio di oggi preluderanno all’illuminazione della Chiesa del SS. Redentore. Domani un evento cittadino durante il quale interverranno il direttore di ACS Alessandro Monteduro, il sindaco della città, Gianbattista Fratus, e il parroco di San Magno, mons. Angelo Cairati. Seguirà l’illuminazione di rosso del Municipio e della fontana in Piazza San Magno.

Nella notte tra oggi e domani la Cattedrale di Albenga e il Santuario della Madonna della Costa di Sanremo si tingeranno di rosso. Non mancheranno momenti di testimonianza con don Joseph Fidelis Bature, sacerdote della diocesi di Maiduguri in Nigeria  che interverrà prima ad Albenga nel corso della veglia di preghiera presieduta dal vescovo, monsignor Guglielmo Borghettie domani a Sanremo, nella Concattedrale di San Siro, durante la Messa delle 11.15 presieduta dal vescovo, Antonio Suetta. Si parlerà invece di Siria a Pistoia questa sera grazie alla presenza di don Ihab Alrachid, della diocesi greco melchita di Damasco che porterà la sua testimonianza durante la veglia di preghiera per i missionari martiri, presieduta nella Cattedrale di San Zeno dal vescovo,  Fausto Tardelli. In contemporanea con l’inizio della celebrazione, si illumineranno di rosso la Cattedrale e il Palazzo comunale di Pistoia.

Veglia di preghiera anche a Udine giovedì di questa settimana nella chiesa di Santa Maria Assunta a Buttrio e a Roma, nella basilica di San Bartolomeo all’Isola promossa dagli uffici diocesani della Cooperazione fra le Chiese, Migrantes e Caritas insieme alla Comunità di Sant’Egidio presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis e alla quale hanno partecipato anche i vescovi ausiliari Gianrico Ruzza, Paolo Lojudice e Paolo Ricciardi. La veglia è stata preceduta da un pellegrinaggio partito dalla basilica di Sant’Anastasia. “Noi oggi “abbiamo un debito nei confronti dei testimoni della fede”, ha detto il card. De Donatis, i quali “nell’umiltà e generosità della loro vita e della loro morte ci richiamano al mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo in un tempo lacerato dalle divisioni, ferito da violenze e conflitti”. Diverse anche le iniziative in tante altre diocesi.

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