Dalle diocesi: le conferenze regionali dei vescovi

Una riunione della Conferenza Episcopale Calabra
Foto: Calabria News
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Dopo il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana è la volta delle assemblee dei vescovi a livello regionale. Nei giorni scorsi, infatti, si è riunita  a Chieti la Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana.

La riunione guidata dall'arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, in qualità  di Presidente, ha ospitato l'intervento di  Alessandro Monteduro, Direttore Nazionale dell'Opera "Aiuto alla Chiesa che Soffre", fondazione di diritto pontificio nata nel 1947 per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione alle situazioni in cui è perseguitata. E’ stata l’occasione per illustrare ai vescovi della Regione Ecclesiastica i progetti della Fondazione con particolare riferimento a quanto si sta realizzando in favore dei cristiani in Iraq. Oltre 120mila cristiani iracheni, infatti, in seguito alla persecuzione in atto contro di essi, sono dovuti fuggire nel Kurdistan. Con le offerte ricevute, l'ACS ha già potuto costruire 150 strutture prefabbricate ad uso abitativo e sostenere le spese di affitto per tante altre famiglie. Inoltre è stato possibile costruire otto scuole prefabbricate, per far sì che la drammatica crisi irachena non comprometta per sempre il futuro dei piccoli cristiani.

Successivamente, i vescovi ha provveduto ad eleggere il Vice-presidente della Conferenza Episcopale nella persona del Vescovo di Termoli-Larino, mons. Gianfranco De Luca. Inoltre nell’assegnare gli incarichi  al neo vescovo di Trivento, mons. Claudio Palumbo, è stato assegnato il settore delle Comunicazioni Sociali e Cultura e quello del Laicato, settori affidati prima a mons. Angelo Spina, ora Arcivescovo di Ancona. Al vescovo emerito di Trivento, mons. Angelo Scotti, è stato riconfermata la delega nella conferenza episcopale per le Vocazioni mentre a mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, è stato assegnato il settore Migrantes in aggiunta a quello per la Carità e la Salute.

Conferenza Episcopale regionale anche in Calabria sotto la presidenza dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone. La Conferenza Episcopale Calabra si è anzitutto soffermata su alcuni aspetti della nuova "Ratio Fundamentalis", riguardante la formazione dei candidati al Sacerdozio, illustrati da Mons. Francesco Nolè. È seguita poi la presentazione da parte di mons. Francesco Milito dei criteri per la preparazione dei futuri educatori del  Seminario “S. Pio X”, con l’esame della vita dello stesso Seminario e dell’'Istituto Teologico Calabro. Mons. Franco Milito ha  rilevato anche la necessità – riferisce un comunicato della Cec - che il Corso sulla 'ndrangheta per i seminaristi della Calabria, già avviato nell'Istituto Teologico fin dal 2015 per volontà della stessa Conferenza, abbia unicità di impostazione  ed un’articolazione scientificamente e pastoralmente più strutturata, per fornire strumenti utili per conoscere ed evangelizzare il deleterio fenomeno mafioso.  Durante l’incontro  mons. Francesco Savino, insieme all’incaricato regionale per la Pastorale Giovanile, don Ivan Rauti, si è soffermato sulle iniziative che coinvolgeranno tutte le diocesi, nella prospettiva del prossimo Sinodo dei Vescovi sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Si tratta di due proposte: un laboratorio di formazione per formatori, intorno al tema dell’oratorio e dell’evangelizzazione, che si svolgerà a Cetraro a partire dal prossimo mese di novembre, e il “Cammino dei giovani calabresi”, da Serra San Bruno a Paola nel mese di agosto, in preparazione all’incontro del Papa con i giovani italiani (11-12 agosto 2018). Nel corso dei lavori la Conferenza ha inoltre manifestato piena solidarietà e vicinanza a Mons. Luigi Renzo per le vicende che lo vedono  coinvolto con la Fondazione "Cuore Immacolato di Maria rifugio delle Anime". I Vescovi “riconoscono ed apprezzano il meritevole impegno profuso dalla Fondazione nella realizzazione dell'opera voluta da Natuzza, ma non possono approvare l'atteggiamento non ecclesiale di rifiuto della competenza canonica della Chiesa particolare nella cura animarum  e sulle attività pastorali e di culto pubblico, senza per questo volere mettere in discussione il titolo di proprietà sulle strutture e sul patrimonio. A riguardo la CEC ha nominato tre vescovi che aiuteranno l’Ordinario e la Fondazione per ricomporre ecclesialmente il cammino della Fondazione. Hanno altresì espresso parole di compiacimento per l'opera degli omonimi Cenacoli di Preghiera, incoraggiando Mons. Renzo a dare agli stessi una maggiore organicità con un preciso Coordinamento diocesano ed interdiocesano, secondo un Regolamento attuativo dello Statuto che tenga conto delle direttive e del C.J.C. della Chiesa. Da parte loro i Vescovi, venendo incontro alla richiesta di mons. Renzo, provvederanno a fare una ricognizione dell’esistenza, operatività e situazione di ogni gruppo di preghiera e nomineranno un coordinatore diocesano che mantenga i contatti con il Coordinamento interdiocesano della sede centrale di Paravati”. I vescovi hanno inoltre rivolto un invito ai politici, in linea con quanto detto da Papa Francesco alla Commissione Parlamentare Antimafia, raccomandando a “perseguire con impegno disinteressato e generoso una politica autentica ed alta”, "quella che riconosciamo come forma eminente di carità", incoraggiandoli ad “opporsi con decisione e fermezza ‘al grave problema della corruzione che, nel disprezzo dell'interesse generale, rappresenta il terreno fertile nel quale le mafie (ed in terra di Calabria in particolare la 'ndrangheta) attecchiscono e si sviluppano". I presuli ricordano che "ragion d'essere dell'autorità politica" è la costruzione della "casa comune" a “prescindere da qualsiasi altro interesse di parte”.

Preparazione del Sinodo dei giovani, nascita di un Issr unico per la Toscana, insegnamento di religione nelle scuole, rapporti con le comunità religiose toscane, nascita di un anno propedeutico all'ingresso nei seminari sono stati i temi toccati dai vescovi della Toscana che si sono riuniti all'Eremo di Lecceto (Malmantile) lo scorso 2 ottobre sotto la presidenza del card. Giuseppe Betori che in aperura dei lavori ha riferito sui lavori del Consiglio Episcopale Permanente. I vescovi della Conferenza Episcopale Toscana hanno affrontato il tema dei giovani, in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi, dedicato appunto a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Le Diocesi toscane aderiranno al percorso che il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile sta organizzando, e che la prossima estate vedrà la proposta ai giovani di alcuni pellegrinaggi verso luoghi di spiritualità e di carità per convergere, quindi, nei giorni 11-12 agosto a Roma per l’incontro con Papa Francesco. La Conferenza Episcopale Toscana ha fatto il punto sul percorso verso la nascita di un unico Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana: un “passaggio – si legge nel comunicato finale - laborioso, nel quale si vuole riaffermare la continuità tra i quattro Istituti finora esistenti (Arezzo, Firenze, Pisa, Siena) e il nuovo Istituto regionale che mantiene attive queste sedi, nelle forme che saranno previste in un’ottica di unitarietà, valorizzando le competenze dei docenti, al fine di offrire una formazione adeguata non solo per chi già opera nell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, o intende intraprendere il percorso per diventare insegnante, ma anche per chi svolge servizi ecclesiali e cura quelle attività culturali illuminate dalla fede di cui le nostre comunità hanno grande bisogno”. Tutto questo si inserisce nell’attenzione delle Chiese toscane per la formazione teologica, che si avvale anche di altri strumenti come la Facoltà Teologica dell’Italia centrale e le scuole di formazione teologica di base attive in diverse diocesi.

Per quanto riguarda la formazione al sacerdozio, a partire dal 2018 inizierà nelle diocesi toscane la presenza di un anno propedeutico all’ingresso in Seminario. Questo anno propedeutico, che si svolgerà nelle singole diocesi, avrà però momenti di accompagnamento spirituale e psicologico e di iniziazione alla vita comunitaria che potranno avvalersi anche di occasioni e strumenti a livello regionale.

Prima della Consiglio permanente riunione della Conferenza Episcopale del Piemonte- Valle d’Aosta sotto la presidenza dell’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia.  Come primo contributo e dibattito, il presidente mons. Nosiglia e mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, hanno informato sull’esperienza dei Centri “Amoris Laetitia”, a cominciare da quello di Torino, aperto anche alla Metropolia di Torino; sulle iniziative in atto di diocesi collaborative unite nella Metropolia di Vercelli e sulle analoghe iniziative nelle cinque diocesi del Cuneese. Gli interventi dei vescovi hanno sottolineato “l’opportunità che le diocesi abbiano orientamenti comuni”. Quindi, mons. Francesco Ravinale, vescovo di Asti ha illustrato la situazione dell’accoglienza degli immigrati nella regione. L’importanza del ruolo educativo credente svolto dalla Caritas va di pari passo – si legge nel comunicato finale dei lavori – “con la presa di coscienza” che si tratta sempre di “persone”; inoltre è “opportuno arrivare a dare un documento ufficiale di identificazione e l’aiuto reale nella ricerca di un lavoro. Sono state sottolineate dai vescovi le valutazioni a volte problematiche delle dislocazioni, rispetto allo

spopolamento dei nostri piccoli centri e la necessità di onorare le leggi e di agire sempre con buon discernimento”.

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