Dalle diocesi: Pasqua con i giovani, Pasqua contro la corruzione

Il sepolcro vuoto
Foto: diocesicassanoalloionio.it
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La Domenica di Risurrezione “vi riempia della gioiosa vittoria riportata da Cristo su tutto quanto è contro la vita e il bene nel mondo”. 

E’ stato questo l’augurio rivolto da Papa Francesco mercoledì scorso al termine dell’Udienza generale. E auguri di Buona Pasqua in queste ore stanno arrivando da tutti i vescovi italiani alle comunità ecclesiali: dal Nord al Sud.

“Una Pasqua giovane” è il titolo del messaggio dell’arcivescovo di Gorizia, mons. Carlo Redaelli con l’invito a tutti a far diventare la Pasqua 2018 una Pasqua “giovane”, la “Pasqua della vita, della gioia, della speranza. E saremmo tutti, giovani e adulti, testimoni credibili del Risorto nel mondo di oggi. “Pasqua, l’amore vincerà su ogni male”, è il titolo del messaggio di mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino che si firma “Padre e amico”.  “Ogni uomo è fatto per la vita, per amare ed essere amato, per tendere alla felicità; e quando sperimenta qualche forte esperienza di questo genere, si sente rinascere e prova in se stesso una profonda gioia”, scrive mons. Nosiglia: “purtroppo, si accorge ben presto che si tratta di momenti occasionali, che non durano nel tempo e spesso deludono le grandi aspettative che pure hanno suscitato. E poi, c’è sempre quell’orizzonte temporale e certo della morte, che sembra distruggere ogni possibilità di vita, di amore e di felicità per sempre”.

L’annuncio della Pasqua – sottolinea -  “risuona nel profondo dell’animo di ogni uomo e resiste alle usure del tempo e della vita che passa; e per chi crede, apre la via dell’eternità”:  Dalla risurrezione di Cristo “nasce l’incrollabile speranza nella vittoria del bene sul male, dell’amore sull’odio e la violenza, della vita sulla morte, che ha la potenza di cambiare ogni situazione, anche la più tragica e negativa, con la certezza che tutto è possibile in Dio”.

Guardiamo al cammino dell’umanità; guardiamo al progresso di cui siamo stati capaci”, è l’augurio del vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla: “le possibilità poste nelle mani e nell’intelligenza dell’uomo sono straordinarie. Il Signore Dio gli ha affidato il compito di custodire e far crescere il Bene e la Pace e noi cristiani siamo chiamati a proclamare la nostra fede in questo orizzonte indicato dalla Pasqua: il Signore è veramente risorto, ci indica una strada e ci attende. È un annuncio che si estende a tutti gli uomini e le donne del mondo; ai nostri figli verso cui siamo debitori di speranza e di coraggio!”

“Pasqua è uno scambio di vita, tra Dio e l’uomo. Pasqua – scrive mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio nel suo primo messaggio pasquale alla diocesi dal titolo “Viventi per Dio in Cristo Gesù” - rinnova la vita. I quadri e i toni, le parole e le offese alla vita che la Via Crucis ci ha drammaticamente ricordato, il Venerdì santo, non riescono a spegnere la vita, anche se ci hanno ricordato passaggi che si ripetono nella vita”.  La Pasqua “vince la paura: perché Dio è tra noi, Figlio di Dio e dell’Uomo, perché è Lui che guida la  storia, perché il bene vince sul male, perché la disperazione è vinta dalla speranza”.

“C’è qualcosa che nella passione e morte di Gesù è già presente ma è nascosto: è la forza dell’amore che anima il suo cuore in mezzo a quella devastazione mortale”, evidenzia mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia nel suo messaggio dal titolo  La risurrezione è già operante”. “La carica d’amore che lo ha portato a decidersi per il suo sacrificio cruento – scrive il presule - oltrepassa in quel momento i confini del suo cuore umano e diventa – per così dire – forza magnetica che si diffonde nello spazio e nel tempo. Questa forza sarà in grado di raggiungere e conquistare ogni cuore umano. Percepire la bellezza e la carica rigenerante di questo amore significherà fare l’esperienza della resurrezione di Cristo”.

Pasqua, vittoria della giustizia sulla corruzione”, è il messaggio dell’arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci: “migliaia e migliaia di profeti, lungo la vicenda umana, hanno pagato per i loro sogni di onestà, giustizia e pace: sono le vittime della corruzione e della guerra, della violenza dagli infiniti volti e della sopraffazione che opprime e uccide”. La Pasqua è l’annuncio che nessuna “mafia”, nessuna alleanza “insana e malata, nessuna intimidazione e corruzione, potrà prevalere. Nemmeno una goccia del sangue delle vittime andrà perduta; nemmeno una goccia del sudore di chi ogni giorno si impegna per la libertà, l’onestà e la pace, cadrà invano”. Sarà una “buona Pasqua” se “faremo morire – scrive mons. Castellucci -  tutti i germogli di violenza, corruzione, intimidazione, degrado e connivenza piantati nel nostro cuore, inseriti nelle nostre relazioni affettive e professionali, innestati nella comunità cristiana, sociale e politica. E se daremo nuova vita ai germogli di bene, accoglienza e mitezza che già abitano nel nostro intimo, ma che sono a volte soffocati dagli egoismi e dalle chiusure”.

E l’Amore arrivò ad amare anche la morte”, è la riflessione del vescovo di Grosseto mons. Rodolfo Cetoloni secondo il quale “ il Dio “fatto carne, morto e risorto per tutti ricuce ogni strappo, offre sostegno a ogni briciolo di vita, le ridà forza, ricostruisce il tessuto del mondo”.

Per mons. Franco Manenti, vescovo di Senigallia, a Pasqua “ci augureremo a vicenda una ‘buona Pasqua’, una Pasqua cioè che rappresenti una buona ragione per continuare a investire sulla nostra vita, che di questi tempi, non sempre autorizza tante speranze”. “La Pasqua di quest’anno – è l’augirio -  sia veramente ‘buona’ per tutti, soprattutto per quelli che faticano ad avere una speranza forte e rassicurante per la loro esistenza o, addirittura, l’hanno smarrita, abbandonata nel ‘sepolcro’ delle delusioni, delle paure, delle sconfitte e delle prove della vita”.

Papa Francesco ha detto che “la carne di Cristo” sono i poveri, riprendendo tutta una tradizione patristica della Chiesa: “viviamo quindi questi giorni sacrificando qualcosa del nostro denaro e dei nostri beni per vivere così la gioia pasquale”, dice in un video messaggio per la Pasqua l’arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci.

Liberiamo i cuori!” è il titolo del messaggio dell’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano: La Pasqua, scrive, “irrompe e spezza le catene che imprigionano il cuore: lo smarrimento e la disperazione lasciano il posto alla speranza e alla fiducia. Il Cristo Risorto, il Vivente, con il suo saluto di pace squarcia le tenebre del vivere”.  L’augurio del presule è quello di “spenderci in un forte impegno di liberazione, di affrancamento da un vivere tiepido e incolore. Non c’è più tempo per trastullarci in inutili e vuote disquisizioni. Il Signore ci dona il suo Spirito e ci associa al suo ministero di grazia per operare percorsi di liberazione del vivere: liberiamo il cuore”.

Tra agonia della politico e resurrezione dell’agire politico” è il titolo del messaggio rivolto dal vescovo di Cassano allo Ionio, mons. Francesoco Savino a chi è impegnato nelle istituzioni politiche. Per il presule “la crisi della politica è anche crisi di senso, di spiritualità”, eppure “l’agire politico non può prescindere dalla categoria dell’amore che non è un dato tecnico, ma è l’energia, la ragione più profonda che muove intimamente i cuori delle donne e degli uomini, incoraggiandoli a vivere, a impegnarsi per vivere, al servizio degli altri e del bene dell’altro”. “Uomini e donne delle istituzioni, Vi auguro – scrive - una Pasqua che consenta a ciascuno e a ciascuna di Voi di divellere, insieme, ‘la pietra sepolcrale della politica’ e così osare un’alba di resurrezione di un agire politico audace e consapevole dei tempi che viviamo.Non sia o non rimanga soltanto un augurio di un ‘sogno notturno’ ma di un inizio che già è cominciato”.

Alzati e cammina! C’è una vita che risorge!”, è il messaggio del vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva: “una pietra sepolcrale rotolata via dischiude un mondo nuovo. La vita rinasce dal sepolcro vuoto. Un germoglio di primavera rinnova la speranza. Non lasciarti abbattere dall’angoscia. Il male non è invincibile. Rialzati. Rimettiti in cammino! Abbandona la vita di prima. Apriti alla novità del Dio che risorge”, l’augurio.  “Chi cerchi?” è il titolo del messaggio del vescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro: Cristo Risorto, speranza dell’uomo, capovolge il senso della vita e ci dona un futuro inaspettato perché non è tanto la nostra ricerca quanto quella di Dio nei nostri confronti che ci ricolma di bene e ci offre ogni consolazione”. E ancora in Calabria “Alla scuola del Risorto per tornare ad ardere di fede”, il titolo del messaggio del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo nel quale evidenzia che “la Pasqua di Risurrezione di Gesù è l’evento decisivo per i cristiani e per l’umanità intera. Essa ricorda a tutti che è giunto il tempo di venir fuori dal buio della tomba per lasciarci sfolgorare dalla luce del ‘Primogenito’ della nuova creazione”.

Il clima bello del cammino sinodale che stiamo vivendo in diocesi – scrive il presule - ci dà una chiave di lettura importante per sentirci parte di un tutto, membri vivi e vitali di una comunità che sta riscoprendo la gioia di esserci e di volerci essere senza remore e senza smarrimenti davanti alle resistenze sempre operative ed attente nel volerci togliere la gioia di aver investito tutto su Gesù, trionfatore sulla morte e sul male, oltre che icona inconfondibile della novità di vita capace di cambiare le dialettiche perverse dell’egoismo e dell’individualismo corrotto e corruttore”.

Vita nuova, luce e speranza nella gioia del Signore Risorto” è il titolo del messaggio del vescovo di Ragusa, mons. Michele Cutitta nel quale augura “a tutti che la luce e la speranza della resurre-zione entri nella nostra esistenza di ogni giorno. Quante oscurità, quante solitudini, quanti dolori, quanti deserti dobbiamo attraversare. Ma non siamo mai soli: Cristo è risorto. Con Lui, la sofferenza e il dolore, le catastrofi e le ingiustizie sociali non sono l’ultima parola della storia, ma lo scoglio oltre al quale c’è una realtà nuova, c’è la vita destinata a durare per sempre”.

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