Dalle diocesi, una domenica senza messa

Le iniziative per sopperire alla mancanza delle celebrazioni domenicali per il Popolo di Dio

I media trasmettono le celebrazioni liturgiche
Foto: Diocesi di Roma
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Si susseguono, in queste ore, le iniziative a livello diocesano, parrocchiale ma anche dei movimenti e associazioni cattolici, per essere più vicini ai fedeli che in questi giorni – fino al 3 aprile - non potranno partecipare alle celebrazioni liturgiche.

Ieri mattina Papa Francesco ha chiesto di pregare per i “pastori che devono accompagnare il popolo di Dio in questa crisi. Il Signore gli dia la forza e la capacità di scegliere i mezzi per aiutare” e “non lascino solo il Santo popolo fedele di Dio”, senza Parola, sacramenti e preghiera. E la Chiesa in Italia è presente in tanti modi condividendo “le preoccupazioni e le sofferenze della popolazione”, come si legge in un comunicato diffuso questa settimana dalla Cei che ha anche promosso un sito  “chiciseparerà” dove vengono raccolti le buone prassi messe in atto dalle  diocesi e altro materiale utile.

Possiamo vivere questo tempo con due atteggiamenti: un atteggiamento “passivo”, “responsabile”, che “conta” il tempo che resta prima di riprendere la normalità, oppure “un atteggiamento attivo, anch’esso responsabile, ma che invece cerca di trasformare questo tempo in un’opportunità”, scrive il Consiglio di Azione Cattolica della diocesi di San Severo che  ha deciso di “perseguire con convinzione questa seconda strada, che è la strada del Vangelo e dell’annuncio che può avvenire in qualsiasi tempo, luogo o contesto”. Da qui la proposta dal titolo “Azione Cattolica 2.0. Per restare in rete”. Quindi “chiamare una persona che non sentiamo da tanto tempo, vivere di più la famiglia, trovare gli spazi e i tempi da dedicare alla riflessione della Parola e alla preghiera”. E per gli “adultissimi” l’invio a chiamarli spesso, “aiutiamoli nel fare la spesa, organizzandoci sia come adulti che come giovani, per evitare di doverli far uscire di casa”, e chiedendo loro di “pregare insieme a noi e di sentirsi in comunione insieme a tanti altri”.

Molti i volontari e i giovani impegnati con iniziative web ma anche molto pratiche a servizio dei più fragili come gli anziani e i senza fissa dimora. Gli animatori salesiani di Trapani, ma non solo, hanno pensato di mettersi al servizio delle persone over 65 per proteggerli dal contagio di Covid 19, rendendosi disponibili a andare a fare la spesa per loro o altri servizi di cui necessitano, per mantenerli il più possibile lontani dai luoghi affollati. Le iniziativa digitali messe in campo sono diverse, e cercano di coinvolgere ragazzi, giovani e adulti, per realizzarle vengono utilizzate quasi tutte le piattaforme social più conosciute: da Instagram a Facebook, da TikTok a Telegram, da WhatsApp a Meet. Nelle parrocchie di Alcamo, Messina, Giostra, Modica, Ragusa, Catania, etc è possibile partecipare ai momenti di preghiera attraverso diverse opportunità in streaming, secondo quanto indicato dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalle rispettive diocesi. A Prato il progetto Una mano spesa bene promossa dai giovani dei gruppi formativi del Sant’Anna e dai volontari del Servizio Civile dell’associazione La Lunga Domenica. 

In un momento in cui l'emergenza chiede a tutti di restare a casa, la comunità di Sant'Egidio tiene aperte le porte di una casa per quelli che non ne hanno una. Si tratta della chiesa di San Calisto a Trastevere, dove, osservando tutti i protocolli necessari per contenere il virus, tante persone senza dimora trovano accoglienza, il calore e la sicurezza di una casa. E poi l’impegno a fianco degli anziani con telefonate e consegna gratuita della spesa. E ancora la preghiera ogni sera sul sito e sui profili social della comunità.  Consegnare a domicilio la spesa agli anziani della città di Asti è invece il servizio organizzato dal Comune in collaborazione con il Servizio di Pastorale Giovanile diocesana.

Nella diocesi di Ferrara-Comacchio è partito il servizio “Spesa per gli Anziani”, che prevede la consegna gratuita della spesa presso il proprio domicilio da parte degli scout dell’Agesci.

Una giornata penitenziale di digiuno e di intercessione, per impetrare la Misericordia del Signore sul mondo intero è stata indetta ieri dal vescovo di Conversano-Monopoli, Giuseppe Favale. Messa on line presieduta da diversi vescovi in molte diocesi e celebrata  dalle cattedrali o da luoghi diversi. A Napoli, il card. Crescenzio Sepe ha pregato nella cappella dedicata a San Gennaro. Una preghiera di intercessione è stata stampata e diffusa nelle chiese oltre che pubblicata sui social. Da alcuni giorni novena al Crocifisso di San Luca nella diocesi di Ferrara-Comacchio dove l’arcivescovo, Gian Carlo Perego, ha chiesto ai sacerdoti di suonare le campane prima di ogni celebrazione (ovviamente a porte chiuse) dell'Eucaristia, al fine di permettere ai fedeli di unirsi in preghiera dalle loro case. “In questo tempo di sofferenza, la Croce di Cristo ancora di più ci fa sentire vicino, tra noi il Salvatore e vere le sue parole ‘Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me’”.

Affidamento delle diocesi di Tivoli e Palestrina a Maria Santissima Immacolata con il vescovo Mauro Parmeggiani.

A Milano l’arcivescovo Mario Delpini ha pregato ai piedi della statua della “Madunina” che svetta sul Duomo di Milano.

Grosseto il vescovo Rodolfo Cetoloni ha deciso di affidare alla patrona, la  Madonna delle Grazie, “le preoccupazioni per il coronavirus” le “vittime dell’epidemia”.

Sarà l'arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, a chiedere protezione alla patrona Santa Lucia  in questo momento di emergenza.  

Nella diocesi di Crotone-Santa Severina, l’arcivescovo Raffaele Angelo Panzetta, celebrerà ogni giorno la S. Messa all’altare privilegiato nella Cappella della Madonna di Capocolonna, patrona della diocesi: “in questo momento, per molti versi drammatico, voglio essere vicino a tutti voi, uomini e donne della nostra Diocesi, di cui condivido fino in fondo le preoccupazioni, i disagi e le speranze”.

Campane a distesa domani alle 12 nelle diocesi di Torino e Susa su invito dell’arcivescovo Cesare Nosiglia in “segno di unità e di solidarietà verso tutti gli Italiani in questo momento di sofferenza”.

Per i tradizionali incontri quaresimali con i giovani il vescovo di Reggio Emilia – Guastalla, Massimo Camisasca, previsti  il 13, 20 e 27 marzo, ha deciso di trasformare gli incontri in un format a cui parteciperanno, in presenza solo monsignor Camisasca e due giovani, mentre altri ragazzi offriranno il loro contributo in video.

E poi alcune lettere alle proprie diocesi di alcuni pastori come il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. Scrive. “la speranza non deve ammalarsi e la fiducia deve ispirare ogni azione e ogni resistenza”.

A tutti gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza coronavirus scrive il patriarca di Venezia Francesco Moraglia. “ Scrivo per dirvi la mia vicinanza, la mia ammirazione e la mia gratitudine per quello che, con i fatti, mostrate d’essere. La vostra dedizione e sacrificio vanno al di là del dovere che accompagna ordinariamente la vostra professione”. E in una lettera alla diocesi sottolinea che “la dolorosa situazione presente richiede che le nostre case diventino luogo di preghiera, di più intensa vita cristiana, di carità vissuta nel Signore Gesù”.

“Vi scrivo, in questi giorni che si sono davvero fatti difficili, per dirVi di nuovo che il Signore non ci abbandona e che da questo tempo strano potremo uscire tutti più umani e consapevoli, confidando nel Signore, imparando ad aiutarci a vicenda e facendoci carico responsabilmente del bene comune”, scrive il vescovo di Savona-Noli, Calogero Marino.

La diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno continua a pregare per le persone colpite dal virus e per i medici, gli infermieri e tutti gli altri operatori che a vario titolo si dedicano alla cura dei malati e ad arginare la diffusione del virus. La nostra esperienza cristiana “non è esentata dalle conseguenze di quanto stiamo vivendo”, scrive il vescovo Mariano Crociata: “anche la fede vive di contatto e di incontro, vive grazie ai sensi, che ci fanno udire, vedere, odorare, palpare, gustare. Il momento più alto per la nostra fede è un momento di contatto per eccellenza – culmine e fonte –, l’evento celebrativo in cui si mangia e si beve, si gusta e si assimila il Corpo del Signore, dopo averne ascoltata la Parola, per diventare una cosa sola con Lui e tra di noi: riceviamo il suo Corpo (eucaristico) per diventare suo Corpo (ecclesiale)”.

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