Difendiamo i nostri figli; le famiglie per dire no all'ideologia gender

La manifestazione "Difendiamo i nostri figli"
Foto: Daniel Ibañz/CNA
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“Vogliamo testimoniare la bellezza della famiglia”. È la voce di Vincenzo e Sara, salendo con i loro 11 figli sul palco allestito oggi a piazza San Giovanni, a Roma, per la manifestazione promossa dal Comitato “Difendiamo i nostri figli”. “Tutti figli nostri, nati da un papà e una mamma”, precisano. Vincenzo e Sara raccontano i tentativi subiti a scuola di educare i loro figli all’affettività/sessualità.

“All’inizio - raccontano - non capivamo di che cosa si trattasse, poi quando ce ne siamo resi conto abbiamo messo in guardia i nostri figli. A volte li abbiamo mandati a scuola lo stesso, a volte non li abbiamo mandati a scuola, a volte sì, ma suscitando in loro capacità critiche”. “Siamo noi genitori - concludono - chiamati in primis a educare i nostri figli, e la scuola non può toglierci questo diritto sacrosanto”.

“Basta con questa teoria gender nelle scuole”. Ha detto Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita, intervenendo alla manifestazione a Roma contro il gender, parlando di “deriva totalitaria che tende a imporre per legge la dittatura del pensiero unico”, che “non ha nulla a che vedere con il sentire del popolo”. “Oggi in piazza stiamo facendo tutti cultura, non contro le persone - ha rimarcato Simone Pillon del Forum delle famiglie - ma contro le ideologie che stano distruggendo la famiglia e tentano di decostruire i modelli del maschio e della femmina”.

“L’Europa sta commettendo un peccato rifiutando il Vangelo”, ribadisce Kiko Arguello, iniziatore del Cammino neocatecumenale, presentandosi al microfono di piazza San Giovanni con una grande croce. “Dicendo che bisogna andare contro le ideologie che avvelenano, il Papa ha benedetto la nostra piazza. Sappiate che il Papa sta con noi”. “Cristo è risorto, è veramente risorto. Questo è il punto, dobbiamo testimoniarlo a tutta la società, dobbiamo portare nel nostro corpo, concretamente, il pegno di questa resurrezione”.

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