Don Bosco, il suo decimo successore a confronto con l'oggi

San Giovanni Bosco in una foto dell'archivio salesiano
Foto: http://www.donbosco-torino.it
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É un libro che si legge come un romanzo, ma è in effetti una documentazione completa di quanto in 200 anni la figura di San Giovanni Bosco abbia cambiato la società. “ Don Bosco Oggi” è un libro intervista che mette a confronto un giornalista che ogni mattino alla radio cattolica spagnola COPE commenta l’attualità Angel Exposito, con il rettore maggiore dei Salesiani Angel Fernandez Artime, decimo successore di Don Bosco.

Edito in italiano dalla Libreria Editrice Vaticana il libro è agile e soprattutto offre una ottima occasione per vivere il bicentenario della nascita del santo piemontese che ha conquistato il mondo. Perché San Giovanni emerge con tutto il suo fascino e la sua energia. L’idea originale è stata quella di arricchire la intervista con alcune schede di approfondimento sui temi centrali della vita e del carisma di Don Bosco, sulla sua quotidianità che sembra tanto  lontana nel tempo, ma che a ben guardare è tanto contemporanea. Migrazioni, ragazzi di strada, laici impegnati, emancipazione femminile, sono temi salesiani come oggi sono temi da prima pagina.

A presentare il libro a Roma sono stati Luigi Bobba, Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e Roberto Rusconi, docente di Storia del Cristianesimo presso l’Università Roma Tre. Presenti i cardinali salesiani che offrono il loro servizio nella Curia romana: Raffele Farina e Tarcisio Bertone, e il rettore della Pontificia Università lateranense, anche lui salesiano,Enrico dal Covolo. Luigi Bobba, piemontese, ha sottolineato il valore sociale della figura di Don Bosco, la sua creatività e praticità, l’impegno della Congregazione Salesiana per la formazione professionale e l’inserimento lavorativo dei giovani. “Se fosse vissuto oggi, ci avrebbe certamente fatto dono delle sue intuizioni in materia di educazione sociale e centralità del lavoro” ha commentato.

Ripercorrendo i capitoli del libro, Roberto Rusconi ha messo in luce il valore dell’opera: “ci si domanda ‘Chi è stato Giovanni Bosco’ e si sottolinea il ruolo della ‘figura di una madre’. Si mette in evidenza il suo ‘Andare nelle periferie’ e l’importanza della ‘formazione al lavoro’, accanto all’‘educazione’ dei giovani. Era la ‘vocazione’ di un fondatore che manderà i ‘Salesiani nel mondo’, i ‘Salesiani laici’ e le ‘donne salesiane’, invierà i Salesiani ‘nell’emigrazione’. Soprattutto affiderà ai Salesiani i ‘giovani più bisognosi’. E un aspetto particolare è poi costituito dalla ‘comunicazione salesiana’”.

Il Rettor Maggiore don Artime ha ricordato che “di fronte alla grave crisi che colpisce oggi la nostra società, e i giovani in particolare, sono certo che Don Bosco avrebbe provato grande compassione e avrebbe operato con impegno per cambiare le cose”.

Messaggio ribadito con grande schiettezza anche dal Expósito, che ha detto che Don Bosco oggi sarebbe “incavolato” nel vedere quanto la società stia assolvendo male ai suoi compiti, dato che tutti i problemi che lui si trovò a fronteggiare, la condizione giovanile disagiata, l’emigrazione, lo sfruttamento sul lavoro…sono tutti ancora vivi e accresciuti nelle loro dimensioni globali.”

Il libro è arricchito da preziose foto d’archivio che raccontano don Bosco e i salesiani

E tra le domande ce ne sono alcune che vanno oltre la vita e l’opera del santo. Come quelle sul ruolo dell’ Europa nel XXI secolo, o quelle sulla Jihad. Domande che dimostrano come anche le famiglie religiose oggi siano chiamate più che mai ad essere sempre “in uscita” come ricorda Papa Francesco, che del resto in Argentina proprio dai salesiani è stato cresciuto.

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