Evangelii gaudium e mondo studentesco a congresso

Studenti
Foto: Rivista Universitas / FB
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“Evangelii Gaudium di Papa Francesco e sfide morali nel mondo intellettuale degli studenti internazionali verso una società più sana” è il tema della riflessione che fino al 2 dicembre si terrà a Roma per il IV Congresso Mondiale di Pastorale per gli Studenti Internazionali promosso e organizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

Un incontro, per riflettere sulla pastorale della Chiesa nel mondo universitario alla luce dell’Esortazione Apostolica del Santo Padre.

A confrontarsi saranno i circa 130 iscritti provenienti da 36 Paesi dei cinque Continenti. Nel suo saluto il saluto del Cardinal Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio, sollecita i partecipanti a vivere da cristiani all’interno degli Atenei. Il Congresso ha come obiettivo quello di aiutare i responsabili della formazione di questi giovani a mettere in atto cambiamenti pastorali necessari per affrontare nuove sfide, anche attraverso le linee guida contenute nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

Particolare attenzione sarà posta allo studio delle opportunità che nascono dall’incontro tra culture e credo differenti, anche attraverso interventi di rappresentanti buddisti, induisti, islamisti e della religione sikh. Saranno presenti al Congresso anche alcuni studenti internazionali che porteranno le loro esperienze personali e guideranno le tavole rotonde.

Momento importante sarà l’Udienza con il Santo Padre Francesco in programma per giovedì 1 dicembre. Il Congresso si concluderà venerdì 2 dicembre con una visita ai Giardini e ai Musei Vaticani.

Gli studenti internazionali fanno parte del grande ambito della mobilità umana. Il numero di giovani che, durante il percorso formativo, decide di intraprendere questa strada è in continuo aumento tanto che nel 2015, a livello mondiale, è stata superata la soglia dei 5 milioni e, nell’anno accademico 2015/2016, solo negli Stati Uniti d’America, sono stati oltre un milione gli studenti stranieri arrivati da altri Paesi.

Scopo primario di chi decide di studiare all’estero è la specializzazione in materie specifiche ma, per tanti, è anche un’occasione per costruirsi un futuro migliore, soprattutto per chi proviene da Paesi poveri. Per varie cause quali crisi economiche e conflitti interni, molti giovani si sentono costretti a lasciare casa e università per continuare gli studi in zone più favorevoli, ne sono un esempio i movimenti interni all’Africa che vedono studenti dell’area Subsahariana spostarsi verso il nord del Paese. A livello mondiale, inoltre, offerte economiche più favorevoli e diversità culturali stanno spingendo gli studenti verso nuove mete come Cina, Singapore, Australia, Malaysia, Giappone e Corea del Sud.

La Chiesa ha il compito di offrire una presenza costante e concreta ai giovani che, seppur per brevi periodi, decidono di trascorrere un lasso di tempo a studiare in un Paese diverso dal proprio, anche attraverso una particolare cura dell’accompagnamento verso l’incontro personale con Cristo. È importante avere riguardo della vita quotidiana dello studente internazionale tenendo conto delle sue potenzialità e le sue problematiche legate, soprattutto, all’integrazione con culture, abitudini e religioni differenti.

La Chiesa si impegna a preparare la comunità che riceve i giovani a un’adeguata accoglienza e, allo stesso tempo, a formare gli studenti all’apertura all’altro e alla condivisione della propria cultura. L’obiettivo è educare i giovani a essere costruttori di un futuro migliore e gioisi evangelizzatori nel loro Paese di origine.

Tutto questo lavoro si realizza partendo dagli ambiti universitari come luoghi privilegiati per uno scambio interculturale ed ecumenico.

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