Famiglie e povertà. Numeri "invariati" ma impietosi

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La povertà delle famiglie è una delle “emergenze più grandi di questo Paese”, anche se a conti fatti è rimasta sostanzialmente “inviariata”. Ma che vuol dire? “Significa che la situazione non è peggiorata, non che è, anche solo di un soffio, migliorata, e questo non autorizza nessuna forma, sia pur velata, di ottimismo - commenta il Presidente del Forum delle Associazioni Familiari Francesco Belletti -. Tanto più se le famiglie in povertà assoluta rappresentano il 6,3% del totale e la povertà relativa colpisce un altro 10,3% delle famiglie”.

“Leggendo il report dell’Istat sulla povertà in Italia nel 2014, si respira un’aria di cauto, ma sostanziale ottimismo”, spiega Belletti. Che non è per niente consolante, “tanto più se le famiglie in povertà assoluta rappresentano il 6,3% del totale e la povertà relativa colpisce un altro 10,3% delle famiglie. Complessivamente il 16,6% delle famiglie italiane vive in condizioni di profondo disagio, se non di fame. E stiamo parlando di oltre quattro milioni di famiglie e di quasi 12 milioni di persone”, aggiunge il Presidente del Forum.

“Una situazione che non si può esitare a definire drammatica e che segnala la distanza tra gli indicatori economici della ripresa e le reali condizioni della vita quotidiana delle famiglie” conclude Belletti.

Una disamina dei dati istat giunge anche dalle Acli del Lazio, secondo cui il 29,2% dei nuclei familiari è da considerarsi a rischio povertà. “Si tratta – spiegano - di quelle famiglie costrette a ridurre drasticamente i consumi risparmiando su voci primarie come gli acquisti alimentari e beni di prima necessità.  A rischio povertà inoltre il 42,8% delle famiglie straniere (europee ed extra comunitarie) e le famiglie mono-genitoriali (10,4%), che faticano a sbancare il lunario potendo contare su un solo reddito”.

Per contrastare il dilagarsi dell’ indigenza, le Acli del Lazio, insieme a Caritas Lazio, hanno promosso il tavolo regionale dell’Alleanza contro la Povertà con l’obiettivo di creare una rete e avviare un percorso condiviso in risposta alle istanze e ai bisogni sociali del territorio e proporre il Reis (Reddito di inclusione sociale).  Al tavolo hanno aderito: Cgil, Cisl, Uil, Azione Cattolica Italiana,  ANCI Lazio, Forum del Terzo Settore del Lazio, Jesuit Social Network, Comunità di Sant’Egidio, Action Aid, Federazione nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Movimento dei Focolari, Fondazione EBBENE, Fio. PSD

“La situazione in cui vivono le famiglie del Lazio – dichiara la Presidente della Acli del Lazio, Alessandra Bonifazi - sta peggiorando di anno in anno. Non potevamo restare inermi di fronte a chi non riesce ad arrivare a fine mese e stenta a trovare un’occupazione. Per questo ci siamo sentiti in dovere di provare a riunire intorno a un tavolo tutte le realtà territoriali della Regione per intervenire concretamente. Crediamo che unendo le rispettive competenze e risorse sarà possibile in un’ottica sinergica trovare le aree d’intervento su cui lavorare per dare sostegno e dignità ai più deboli della nostra società”.

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