Francesco alle Scholas Occurrentes: "No al suicidio morale per i ragazzi poveri"

Incontro delle Scholas Occurrentes con Papa Francesco
Foto: © L'Osservatore Romano Foto
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In molte aree del mondo, “oggigiorno un ragazzo vede come una cosa normale morire di fame, essere malato, rubare, uccidere, vivere in bande”, “questo è un cammino verso il suicidio: suicidio morale, suicidio esistenziale. Io non voglio che l’umanità si suicidi”. Lo ha detto il Papa alle Scholas Occurrentes, in un incontro che si è tenuto martedì scorso a Santa Marta.

Nelle parole di Francesco, riferite oggi da Radio Vaticana, c’è il richiamo ad andare controcorrente rispetto alla “proposta ad alcuni settori della società”, soprattutto “ai ragazzi poveri”: “Ci sono tanti ragazzi – ha continuato il Papa - che sono vittime di tutta questa violenza e di questa povertà”

“Vi ringrazio e resto ammirato per la vostra umanità, per il vostro umanesimo – ha detto il Papa ai membri dell’organizzazione -. Il vostro è realmente un lavoro creativo di fronte ad un sistema educativo che non ha la capacità di reagire. Ci sono eccezioni, ma in generale, per quello che conosco dell’America Latina e qualcosa dell’Africa, si è incapaci di reagire”.

La rete mondiale promossa e sostenuta da Papa Francesco ha allargato il proprio orizzonte con una collaborazione con il Conmebol, la Federazione calcistica sudamericana e con l’Unicef. A fare da garante e testimone dell’ accordo lo stesso Papa Francesco che ha voluto benedire la firma di entrambi gli accordi.

Scholas cerca di offrire negli Istituti affiliati una strategia educativa basata su piattaforme condivise. Come scrive la Radio Vaticana, attraverso la tecnologia, lo sport e le arti gli studenti vengono coinvolti in un percorso di crescita non solo culturale ma anche umano, una strada che insegna al giovane a essere non autonomo, ma anche un promotore di pace.

“E questa proposta – ha chiarito il Papa - apre orizzonti, è creativa, come l’educazione dei tre linguaggi coordinati: il linguaggio della mente, il linguaggio del cuore e il linguaggio della mano, cioè del lavoro coordinato. Il segreto è nella persona umana e in Dio. Dio ha seminato nel cuore umano tante possibilità e quando una società nasconde Dio e non mette al centro la persona umana finiamo nella cultura dello scarto. Per questo mi coinvolgo in tutte queste cose”.

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