Fratelli laici, fraternità e comunione per mostrare al mondo di oggi il volto di Gesù

La presentazione in Sala Stampa
Foto: Angela Ambrogetti
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Finisce l’Anno della Vita consacrata e la domanda è: in cosa consiste la vita dei fratelli laici? San Francesco lo è stato perché non è mai stato sacerdote, ed è forse l’esempio più splendente della importanza di questa particolare condizione nella vita del Popolo di Dio.

Per questo la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica ha deciso di preparare un documento che riguarda proprio loro, i “fratelli” che sono il volto di Cristo per tutta l’umanità.

Nella Chiesa del post Concilio Vaticano II la caratteristica principale è la comunione, e proprio questa dimensione è legata ad una speciale sensibilità per la dignità dei più piccoli.

Il testo è stato presentato dal cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica e da José Rodríguez Carballo, O.F.M., Arcivescovo Segretario della medesima Congregazione.

Il fratello laico condivide con tutti ovviamente la missione dei laici del mondo, ma con dei doni diversi che vanno vissuti a pieno.

Il testo offre immagini bibliche ma soprattutto indicazioni per come vivere la fraternità e su come renderla servizio per l’uomo di oggi.

In questo senso la parte più significativa del documento è quella finale: Essere fratelli oggi.

La proposta più interssante è quella di un nuova profezia da qualle della accoglienza, al senso della vita, all’affermazione dei valori femminili, la difesa della vita e fino al sapiente uso delle nuove tecnologie.

Dalla comunione alla fraternità quindi grazie alla profezia del servizio.

Serve una speciale relazione con Dio, ha ricordato il cardinale, che possa far comprendere  la fraternità come un dono che il fratello riceve “da Dio Trinità, comunione di persone, dono che condivide con i suoi fratelli” e che diventa dono per la missione, infine un dono  che il fratello offre al mondo per la costruzione di un mondo di figli di Dio.

PadreJ osé Rodríguez Carballo ha ricordato che è stato Benedetto XVI nel 2008 ha dare il primo impulso per un riflessione su questo tema, e che Papa Francesco aveva visto la bozza quando era ancora parte della Congregazione come arcivescovo di Buenos Aires.

Lo scopo del documento è proprio quello di mettere in luce la ricchezza di questa forma di vita.

Il francescano ha ricordato la storia della vita consacrata laicale ed ha inserito il teso nella ecclesiologia conciliare.

Il testo del documento “ Identità e Missione nel fratello religioso nella Chiesa” si conclude con una importante raccomandazione: “Nell’ ansia di rispondere alle necessità della missione, i fratelli possono essere tentati dall’ attivismo, perché è molto il pane che bisogna preparare per i commensali. L’attivismo però li svuota rapidamente delle motivazioni evangeliche.”

Il documento potrà essere molto utile nelle parrocchie e in cammini vocazionali per conoscere nuove vie di cammino evangelico, ma anche una ottima occasione per molte società di vita consacrata laicale per riscoprire il senso reale della fraternità- comunione che in molti casi viene vissuta con fatica.

Nella conferenza sono state presentate anche le ultime celebrazioni dell’ “Anno della Vita Consacrata” voluto da Papa Francesco.

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