Frati Francescani Umbria: iniziato il Capitolo Generalissimo

Frati minori
Foto: Assisi OFM
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“Le Famiglie francescane dell’Umbria riunite nel quinto centenario della bolla ‘Ite vos’, vogliono fraternamente dialogare e confrontarsi sulla comunione fraterna e sull’evangelizzazione nella terra umbra, a servizio della Chiesa locale e universale”. Con queste parole il Cardinale Bassetti, Presidente CEI, ha introdotto la liturgia di inizio del Capitolo generalissimo, che tutti i francescani dell’Umbria celebrano a Foligno per cinque giorni nel mese di giugno.

Come Francesco e Benedetto per la terra umbra. Cosi i frati si riuniscono e cercano di operare al meglio per il loro territorio.  Dopo il momento di preghiera i frati si sono trasferiti nell’aula capitolare per ascoltare gli interventi dei vescovi delle Chiese in cui operano.

 Prendendo per primo la parola, il Cardinale Bassetti ha ribadito come e quanto Francesco d’Assisi sia al centro della vita dell’Umbria oggi, aggiungendo – rivolto ai frati – che “le vostre case religiose rappresentano ancora un punto di riferimento per molti fedeli, non sembrano fortezze arroccate ma sono piuttosto luoghi di preghiera accoglienti”.

Durante il suo intervento, Monsignor Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera-Gualdo, si è dichiarato contento di constatare come la comunione tra le famiglie francescane e la Chiesa diocesana, che già si vive ad Assisi, si sta irradiando in tutta l’Umbria con l’auspicio che illumini il mondo intero. Ricordando la recente erezione del Santuario della Spogliazione, ha ricordato che “rimettersi insieme richiede il gesto di spogliarsi di qualcosa. C’è bisogno di una conversione interiore – ha ribadito – di una riforma degli atteggiamenti e forse anche delle strutture”.

Monsignor Renato Boccardo, Vescovo di Spoleto-Norcia, ha notato come persino dalle ferite e dalla nostalgia per delle partenze da una chiesa o da un convento, precedentemente abitato dai Francescani, ci si possa rendere conto della fecondità di quella presenza. Ha aggiunto inoltre che la presenza dei frati inseriti nel presbiterio diocesano giova anche agli stessi sacerdoti.

Monsignor Mario Ceccobelli, Vescovo di Gubbio, ha invitato a non portare avanti progetti umani o basati solo sulle forze umane, ma a rimanere in ascolto dello Spirito Santo che guida la Chiesa e di tornare, inoltre, ad imitare Francesco d’Assisi in quella pazzia che è l’amore.

Al termine degli interventi prima di recarsi insieme in chiesa per la preghiera del vespro, i frati hanno potuto porre delle domande ai Vescovi. Tra le altre, quella su ciò che i Pastori delle Chiese umbre avvertono come urgenze a cui le fraternità francescane possono rispondere. Quella che forse è la prima urgenza, hanno risposto i Vescovi, è la mancanza di “guide disponibili alla direzione spirituale”. Hanno rivolto ai frati l’invito a “partire con entusiasmo ma non a partire dispersi”, e la raccomandazione a coltivare progetti, ma anche di farlo con discernimento e verifica, puntando ad assicurare le loro presenze in modo particolare nei santuari e nelle periferie.

E' di tutto il Capitolo Generalissimo l'intenzione di recarsi, con il maggior numero di frati possibile, dal “Signor Papa” il prossimo 29 novembre 2017 "per ricevere da Lui una benedizione e una parola su questo cammino intrapreso insieme", come si legge nel comunicato finale dei frati minori. Un primo, verbale, assenso il Papa l’ha già dato ai quattro Ministri generali durante un incontro privato ma ora bisognerà puntualizzarne la data e la modalità. 

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