Galantino (CEI) esalta l'effetto scuola cattolica

Il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della CEI
Foto: ACI Stampa
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La scuola cattolica? Così efficace che c’è “un effetto scuola cattolica” messo in luce da studiosi americani. Un fatto che non può che far piacere al vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, che lo sottolinea presentando il rapporto “Il valore della parità” del Centro Studi Cattolico.

Si tratta del XIX rapporto sulle scuole paritarie del Centro Studi Cattolico, e mette in luce la “incompiutezza” del sistema italiano, che, a 17 anni dalla legge che stabiliva come scuole paritarie e statali fossero da considerarsi sullo stesso piano, ancora non ha messo a punto un sistema che dia alle paritarie gli stessi finanziamenti e sovvenzionamenti delle scuole statali.

Non è una battaglia che si conduce solo in Italia. Le scuole paritarie non rappresentano solo una alternativa alle scuole statali. Per molti genitori sono una scelta consapevole di un modello educativo che vogliono offrire ai figli. Il fatto che non vengano supportate quanto le scuole statali rende più difficile la scelta educativa dei genitori, e quasi – in un certo senso – spinge verso la scelta delle scuole statali.

Ma perché un genitore sceglie una scuola cattolica? Perché c’è un deposito di valori nei quali si riconosce. Ma anche per l’efficacia del servizio educativo. E qui entra in gioco il segretario generale della CEI.

Intervenendo alla presentazione del rapporto, il vescovo Galantino nota con piacere che “alcuni studiosi americani parlano di un ‘effetto scuola cattolica’ come fattore di efficacia del servizio educativo”.

Commenta dunque che “è in certo modo intuitivo che una scuola che possa contare su una motivazione ideale aggiuntiva nei propri docenti possa poi ottenere migliori risultati anche nella formazione dei propri allievi, ma vedere questa intuizione empirica suffragata da autorevoli ricerche scientifiche è senz’altro motivo di soddisfazione”.

Il vescovo Galantino evita di fare un discorso economico e di sottolineare che le scuole paritarie fanno risparmiare molto allo Stato, perché – afferma – “il punto di partenza deve essere la responsabilità educativa dei genitori e la libertà che deve essere loro assicurata di poter scegliere la scuola dei figli senza condizionamenti di sorta: economici, pratici, giuridici. La libertà deve essere effettiva o non è libertà”.

Insomma, “è in gioco anzitutto il diritto incomprimibile dei genitori a scegliere l’educazione scolastica più adatta per i propri figli”. Una scelta che va difesa proprio per la qualità del servizio, testimoniata dal fatto che in molti scelgono ancora le scuole cattoliche nonostante “condizioni economiche sfavorevoli”.

E per questo il numero 2 della CEI definisce “incompiuta” la riforma sull’autonomia scolastica, ma anche la parità che “17 anni dopo, è ancora una dichiarazione nominale: una parità giuridica non accompagnata da una parità economica è una parità formale e non sostanziale”. E dunque resta “incompiuta la libertà di scelta dei genitori”.

Ma quante sono le scuole cattoliche paritarie in Italia? Secondo il rapporto, nell’anno scolastico 2016/17 ce ne sono state 8322. Nell’ultimo triennio, si sono perse 580 scuole cattoliche. Al momento, le paritarie cattoliche contano 54 mila insegnanti e 611 mila alunni. Di questi, più di 31 mila sono italiani, e 7 mila sono disabili.

Le scuole dell’infanzia sono 6.101 (73,3% del totale); le scuole primarie 1.067 (12,8%); le secondarie di primo grado 531 (6,4%); le secondarie di secondo grado 623. Le rete sono comunque alte, sui 3-4 mila euro annui di media, e, in attesa di una piena parità, la proposta è di seguire vie complementari come convenzioni, buoni scuola, detrazioni fiscali e finanziamenti mirati per progetti specifici.

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