Gesù ci chiama per un "altro mondo": V domenica di Quaresima

La resurrezione di Lazzaro
Foto: Centro Aletti /Cappella al Centro Pai Menni
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Il Vangelo di questa V domenica di Quaresima ci porta a Betania, un villaggio a circa tre Km da Gerusalemme, sul versante orientale del Monte degli Ulivi. In questo villaggio viveva Lazzaro insieme alle sue sorelle Marta e Maria.

Si tratta di una casa che Gesù frequentava abitualmente quando si recava nella Città Santa perché in essa poteva godere dell’amicizia sincera e gratuita di questa famiglia, che riempiva di gioia e di pace il suo cuore. Il testo evangelico, con grande delicatezza, ci informa, infatti, che Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.

Anche in questa casa, ad un certo momento, entra la sofferenza a causa di una malattia di Lazzaro. Gesù, nonostante l’amore che nutriva per queste persone volutamente - prima di presentarsi alle sorelle che avevano sollecitato la sua presenza con le commoventi parole “Signore, ecco, colui che tu ami è malato - attende che l’amico muoia.

E’ bello costatare che Gesù chiama l’evento più drammatico della vita umana, la morte, “un sonno”. In questa prospettiva la tomba diviene il luogo dove uno riposa in attesa del risveglio definitivo, quando Cristo ci chiamerà a partecipare della sua gloriosa vittoria sulla morte. Scrive l’Apostolo Paolo nella prima lettera ai cristiani di Filippi: “Noi crediamo, infatti, che Gesù è morto e resuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con Lui” (4.14). Questa è la risposta che il Signore dà all’unico vero serio interrogativo della vita, quello della morte.

Tuttavia, la resurrezione dei corpi non è solo un evento futuro, ma una realtà che ci raggiunge fin da ora. E’ la novità che Gesù ci chiede di accogliere quando dichiara: “Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me , anche se muore vivrà”. La vita di cui Cristo parla e di cui noi siamo già partecipi è la vita divina che ci viene comunicata con la fede. Infatti, un uomo che crede in Cristo e alla sua Parola vive una vita nella gioia, nell’amore e nella speranza.

Per dimostrare che possiamo credere alle sue parole, Gesù opera un miracolo straordinario: richiama alla vita l’amico. La resurrezione di Lazzaro è l’ultimo miracolo di Gesù prima di venire arrestato e rappresenta il tentativo estremo di convincere gli ebrei della sua divinità e ad accogliere la sua Parola di verità e di vita. Lo scopo di questo miracolo è quello di aiutarci, quindi, a crescere nella fede e ad aderire a Cristo

Che cosa significa credere? Significa riconoscere che Gesù è l’inviato di Dio. In questo episodio sono ricordati ventitrè luoghi: la Giuda, Betania, la casa, la tomba, Gerusalemme e così via. Ma il centro di tutti questi luoghi non è, malgrado le apparenze, la tomba, che pure attira la nostra attenzione e i nostri sguardi, ma è “un altro mondo”, quello del Padre, da cui Cristo viene. Ebbene, senza quel luogo là, il problema della morte non trova soluzioni razionali accettabili.

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