Gesù sconfigge le lusinghe del male. Prima Domenica di Quaresima

Satana tenta Cristo nel deserto Cripta della chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina San Giovanni Rotondo (FG) - Italia
Foto: Centro Aletti
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La Quaresima ha lo scopo di farci rivivere i quaranta giorni di Gesù nel deserto, durante i quali fu tentato da Satana. Il Figlio di Dio, che ha assunto una carne umana in tutto simile alla nostra, accetta di sottostare alla tentazione come un qualsiasi mortale. Gesù, dunque, si colloca all’interno della storia e all’interno della lotta che in essa si svolge. Ma a differenza del primo uomo, Gesù esce vittorioso dalla prova e in questo modo dà inizio ad una nuova umanità capace di non cedere alle false lusinghe del male e di vivere in conformità alla volontà di Dio.

La nascita di questa nuova umanità viene resa ancora più manifesta dal fatto che nel deserto Gesù vive con le fiere selvatiche ed è servito dagli angeli. Era questa la condizione iniziale di cui godevano Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, nel quale vivevano in armonia con il creato ed in comunione con Dio. Tuttavia, questa nuova situazione, che è dono di Dio all’umanità per mezzo di Cristo, necessita che venga accolta dall’uomo, e tale accoglienza si esprime nell’accedere al sacramento del Battesimo con il quale siamo inseriti, in maniera reale, seppur misteriosa, nella vita stessa di Cristo. Diventiamo partecipi della sua stessa vita divina e veniamo elevati alla dignità di figli di Dio. La vita nella quale il battesimo ci introduce è fatta di lotta contro il male, contro Satana, eppure è sotto il segno della vittoria e della pace, perché Cristo ha vinto per noi. 

Ecco il cammino della Quaresima. Si tratta di un periodo nel quale siamo chiamati a prendere consapevolezza della nostra fragilità, della nostra superficialità, delle resistenza che opponiamo alla volontà di Dio, della forza con cui il proibito ci incanta, del potere di persuasione che hanno su di noi le voci che si oppongono a Dio per reagire, per orientare decisamente il nostro cuore verso il Signore, sorgente di luce, di gioia e di pace.

Gesù uscito dal deserto inizia la sua predicazione ed invita a credere al Vangelo e alla conversione della vita, dal momento che il Regno di Dio, con Lui, è ormai presente. Sant’Ignazio di Loyola, ci offre un aiuto concreto per accogliere concretamente questo duplice invito. Suggerisce, nella prima settimana dei suoi Esercizi Spirituali, di richiamare alla memoria tutti i peccati della propria vita, a percepirne la bruttura e la cattiveria e considerare Dio contro il quale si è peccato. Non si tratta di un esercizio per fare sorgere in noi sensi di colpa, incubi, depressione, ma di una grazia che ci aiuta a riconoscere la nostra verità e a credere al Vangelo, cioè ad entrare nello spazio della grazia del Figlio di Dio, per condividere con Lui la compiacenza che Egli gode dal Padre. 

Scrive san Bernardo: Quattro sono le cose che accrescono la grazia della nostra devozione: la memoria dei peccati, che rende l’uomo umile di fronte a se stesso; il pensiero delle pene future, che lo sprona a fare bene; la considerazione della transitorietà della vita, che spinge a svalutare questo mondo; infine il desiderio della vita eterna, che induce a sollevarsi dalla volubilità delle cose mondane. 

 

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