Giornata per la Custodia del creato, il messaggio della CEI

Il Presidente della Cei, il Cardinale Angelo Bagnasco
Foto: Conferenza Episcopale Italiana
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La Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato il Messaggio per la 10ª Giornata per la custodia del creato, in calendario il 1° settembre 2015, dal titolo Un umano rinnovato, per abitare la terra. La stesura del messaggio arriva pochi giorni dopo la pubblicazione dell’Enciclica Laudato si di Papa Francesco sulla tutela del creato.

La terra – scrivono i Vescovi – va abitata “con una sapienza capace di custodirla come casa della famiglia umana, per questa e per le prossime generazioni”. Si tratta di un compito impegnativo: “emerge una forte istanza di giustizia, per superare con decisione un sistema economico che non si cura dei soggetti più fragili, ma anche una profonda esigenza di ripensamento dei nostri stili di vita” che “dovranno essere leggeri, orientati alla giustizia e sostenibili sul piano personale, familiare e comunitario. Occorre tornare ad apprendere cosa significhi sobrietà, ripensando anche i nostri stili alimentari, privilegiando, ad esempio, le produzioni locali e quelle che provengono da processi rispettosi della terra”.

Nello stesso tempo va affrontata l’emergenza di “garantire il diritto al cibo in un tempo di instabilità climatica crescente. Sempre più spesso eventi metereologici estremi devastano la terra e la vita delle persone. Siamo invitati a quella responsabilità di proteggere che impegna le Nazioni a un’azione condivisa per contenere le emissioni che modificano il clima e riscaldano il pianeta. È urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile”.

In vista della Conferenza delle Parti (COP 21) chiamata a definire il quadro di riferimento per la tutela del clima nei prossimi anni, la CEI chiede al Governo Italiano un “forte impegno per un accordo di alto profilo, che garantisca un futuro sostenibile al clima planetario. Contribuire a tale impegno significherà anche per l’Italia rafforzare la sostenibilità dell’economia, privilegiando sempre più le energie rinnovabili e potenziando l’ecoefficienza, offrendo così anche nuove opportunità di lavoro”.

Dal canto suo la Chiesa Italiana suggerisce cinque vie che invitano a “uscire da ambiti ristretti, per assumere il creato tutto – anche nelle ultime periferie – come orizzonte della propria missione e della propria cura; annunciare il Vangelo, come buona novella per l’intera creazione, come orientamento ad un umano capace di coltivarla in modo creativo e rispettoso; abitare la terra, come sentinella, custodendone la bellezza e la vivibilità, contro tante forme di sfruttamento rapace ed insostenibile, contro le diverse forme di illegalità ambientale; educare con parole, gesti e comportamenti a stili di vita sobri e sostenibili, amanti della giustizia ed allergici alla corruzione; trasfigurare il creato, celebrando il Creatore e facendo memoria del suo dono nell’Eucaristia, spazio di benedizione vivificante”. Attraverso tale percorso – concludono i Vescovi – e collaborando “alla custodia del creato” si potrà costituire “uno spazio di dialogo fondamentale, un contributo alla costruzione di pace al cuore della famiglia umana, in un tempo in cui essa appare minacciata”.

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