Gli Esercizi Spirituali del Papa: le lacrime di Gesù e l'orgoglio dell'uomo

Gli Esercizi di Curia
Foto: Vatican Media - ACI Group
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“Le lacrime dicono che Dio s'incarna nelle nostre vite, nei nostri fallimenti, nei nostri incontri. Nei Vangeli, anche Cristo piange. Gesù si carica della nostra condizione, si fa uno di noi, e per questo le nostre lacrime sono inglobate nelle sue. Le porta con sé veramente. Quando piange, raccoglie e assume solidalmente tutte le lacrime del mondo”. Lo ha detto Padre José Tolentino Mendonça nella meditazione mattutina di ieri – dedicata al senso del pianto – offerta al Papa e alla Curia Romana per gli Esercizi Spirituali che si stanno svolgendo ad Ariccia.

“La nostra biografia – ha aggiunto il Predicatore secondo quanto riportato dal portale Vatican News - può essere raccontata anche attraverso le lacrime: di gioia, di festa, di commozione luminosa; e di notte oscura, di lacerazione, di abbandono, di pentimento e di contrizione. Pensiamo alle nostre lacrime versate, e a quelle che sono restate un nodo in gola e la cui mancanza ci è poi pesata, o ci pesa ancora. Il dolore di quelle lacrime che non sono state piante. Dio le conosce tutte e le accoglie come una preghiera. Abbiamo fiducia, dunque. Non nascondiamole a Lui”.

Nel pomeriggio di ieri, durante la seconda meditazione del mercoledì, Padre José Tolentino Mendonça ha sottolineato come siamo noi con la nostra rigidità – e non con la fragilità umana – a rifiutare l'ingresso di Dio in noi.

“L'umanità – ha spiegato - che noi fatichiamo ad abbracciare, la nostra stessa e quella degli altri, è l'umanità che Gesù abbraccia veramente, poiché egli si china con amore sulla nostra realtà, non sulla idealizzazione di noi stessi che ci andiamo costruendo. Il mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio, insomma, comporta per noi una visione non ideologica della vita. Il grande ostacolo alla vita di Dio dentro di noi non è la fragilità o la debolezza, ma la durezza e la rigidità. Non è la vulnerabilità e l'umiliazione, ma il suo contrario: l'orgoglio, l'autosufficienza, l'autogiustificazione, l'isolamento, la violenza, il delirio di potere. La forza di cui abbiamo davvero bisogno, la grazia di cui necessitiamo, non è nostra, ma di Cristo”.

 

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