Ground Zero: il Papa e le religioni per la speranza della pace

Il Papa a Ground Zero
Foto: CNA
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Una preghiera interreligiosa, uno spazio di meditazione sul dolore nella più grande ferita del mondo. Papa Francesco riunisce intorno a se i rappresentanti di tante religioni per dire: mai più. A Ground Zero, luogo di dolore e di speranza ora c’è un parco, un memorial e un museo, un centro culturale.

“Qui il dolore è palpabile, dice il Papa, l’acqua che vediamo scorrere verso questo centro vuoto, ci ricorda tutte quelle vite che stavano sotto il potere di quelli che credono che la distruzione sia l’unico modo di risolvere i conflitti. E’ il grido silenzioso di quanti hanno sofferto nella loro carne la logica della violenza, dell’odio, della vendetta. Una logica che può produrre solo dolore, sofferenza, distruzione, lacrime.”

Lacrime che si sono trasformate in solidarietà e speranza: “Qui in mezzo al dolore lacerante, possiamo toccare con mano la capacità di bontà eroica di cui è anche capace l’essere umano, la forza nascosta a cui sempre dobbiamo fare appello. Nel momento di maggior dolore, sofferenza, voi siete stati testimoni dei più grandi atti di dedizione e di aiuto. Mani tese, vite offerte. In una metropoli che può sembrare impersonale, anonima, di grandi solitudini, siete stati capaci di mostrare la potente solidarietà dell’aiuto reciproco, dell’amore e del sacrificio personale.”

Il Papa entra nel cuore di New York, una città che ha imparato a vivere diversamente dopo  quall’evento di violenza insensata. “Mi riempie di speranza- dice il Papa- in questo luogo di dolore e di ricordo, l’opportunità di associarmi ai leader che rappresentano le molte religioni che arricchiscono la vita di questa città. Spero che la nostra presenza qui sia un segno potente delle nostre volontà di condividere e riaffermare il desiderio di essere forze di  riconciliazione, forze di pace e giustizia in questa comunità e in ogni parte del mondo. Nelle differenze, nelle discrepanze è possibile vivere in un mondo di pace. Davanti ad ogni tentativo di rendere uniformi è possibile e necessario riunirci dalle diverse lingue, culture, religioni e dare voce a tutto ciò che vuole impedirlo. Insieme oggi siamo invitati a dire: “no” ad ogni tentativo uniformante e “sì” ad una differenza accettata e riconciliata.”

E la preghiera del Papa è un invito all’impegno: “Chiediamo al cielo il dono di impegnarci per la causa della pace. Pace nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre scuole, nelle nostre comunità. Pace in quei luoghi dove la guerra sembra non avere fine. Pace sui quei volti che non hanno conosciuto altro che dolore. Pace in questo vasto mondo che Dio ci ha dato come casa di tutti e per tutti. Soltanto, pace.

Così la vita dei nostri cari non sarà una vita che finirà nell’oblio, ma sarà presente ogni volta che lottiamo per essere profeti di ricostruzione, profeti di riconciliazione, profeti di pace.”

L’incontro è stato scandito dalle preghiere nelle diverse lingue e nelle diverse espressioni religiose, ebrei, islamici, buddisti, cristiani di tutte le confessioni hanno chiesto insieme al Papa che dalla morte nasca la vita. Il Papa ha recitato la preghiera del ricordo, una preghiera per dire grazie, per dire il dolore ma soprattutto la speranza, sono le stesse parole che aveva pronunciato Benedetto XVI, le aveva scritte personalmente.

“O Dio dell’amore, della compassione e della riconciliazione,

rivolgi il Tuo sguardo su di noi, popolo di molte fedi e tradizioni diverse,

che siamo riuniti oggi in questo luogo,

scenario di incredibile violenza e dolore.

Ti chiediamo nella Tua bontà

di concedere luce e pace eterna

a tutti coloro che sono morti in questo luogo—

i primi eroici soccorritori:

i nostri vigili del fuoco, agenti di polizia,

addetti ai servizi di emergenza e personale della Capitaneria di Porto,

insieme a tutti gli uomini e le donne innocenti,

vittime di questa tragedia

solo perché il loro lavoro e il loro servizio

li ha portati qui l’11 settembre 2001.

Ti chiediamo, nella Tua compassione

di portare la guarigione a coloro i quali,

a causa della loro presenza qui in quel giorno,

soffrono per le lesioni e la malattia.

Guarisci, anche la sofferenza delle famiglie ancora in lutto

e di quanti hanno perso persone care in questa tragedia.

Concedi loro la forza di continuare a vivere con coraggio e speranza.

Ricordiamo anche coloro

che hanno trovato la morte, i feriti e quanti hanno perso i loro cari

in quello stesso giorno al Pentagono e a Shanksville, in Pennsylvania.

I nostri cuori si uniscono ai loro

mentre la nostra preghiera abbraccia il loro dolore e la loro sofferenza.

Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento:

pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne

e pace tra le Nazioni della terra.

Volgi verso il Tuo cammino di amore

coloro che hanno il cuore e la mente

consumati dall’odio.

Dio della comprensione,

sopraffatti dalla dimensione immane di questa tragedia,

cerchiamo la Tua luce e la Tua guida

mentre siamo davanti ad eventi così tremendi.

Concedi a coloro le cui vite sono state risparmiate

di poter vivere in modo che le vite perdute qui

non siano state perdute in vano.

Confortaci e consolaci,

rafforzaci nella speranza

e concedici la saggezza e il coraggio

di lavorare instancabilmente per un mondo

in cui pace e amore autentici regnino

tra le Nazioni e nei cuori di tutti.”

Il Museo Nazionale e il Memorial - aperti al pubblico nel 2013 - dedicati all'11 settembre a Manhattan, sono i siti ufficiali alla memoria delle vittime che hanno perso la vita negli attacchi dell'11 settembre, ma non solo, anche alle vittime del primo attentato del 26 febbraio 1993. Tecnicamente, “Ground Zero” indica la zona a livello del suolo in cui un’esplosione nucleare causa il massimo danno.  Alla fine dei lavori di riscostruzione del complesso dovrebbe vedere sorgere questi elementi principali: cinque torri, un centro culturale, un memoriale, un museo e una stazione intermondiale. Il Memoriale del World Trade Center avrà come titolo “Reflecting Absence”. Si vedono ora due immense vasche dove prima sorgevano le Torri Gemelle circondate da un giardino con alberi e cascate. I nomi delle 2.979 vittime provocate dagli attentati dell’11 settembre a New York, Washington e Pennsylvania e anche delle vittime dell’attacco del febbraio 1993 al WTC, sono state iscritti lungo il muretto della cascata. Dal memoriale si può accedere al Museo che ricorda gli avvenimenti dell’11 settembre.

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