I 94 anni di Benedetto XVI e quell'elogio dei nonni

Il Papa emerito compie 94 anni, nel 2008 esaltò l'importanza degli anziani e dei nonni nella famiglia e nella società

Benedetto XVI e Papa Francesco
Foto: Lauren Cater CNA
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Il Papa emerito Benedetto XVI compie oggi 94 anni, essendo nato a Marktl am Inn il 16 aprile 1927. Più volte il suo successore, Papa Francesco, lo ha definito “un nonno saggio” e oggi per celebrare il genetliaco di Papa Benedetto vogliamo ricordare un suo discorso del 2008 dedicato alla figura dei nonni, pronunciato in occasione della Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Nonni ed anziani – disse Benedetto XVI -  “sono un tesoro che non possiamo strappare alle nuove generazioni, soprattutto quando danno testimonianza di fede. La Chiesa ha sempre avuto nei riguardi dei nonni un’attenzione particolare, riconoscendo loro una grande ricchezza sotto il profilo umano e sociale, come pure sotto quello religioso e spirituale”.

“In passato i nonni – ricordò il Papa - avevano un ruolo importante nella vita e nella crescita della famiglia. Anche quando l’età avanzava, essi continuavano ad essere presenti con i loro figli, con i nipoti e magari i pronipoti, dando viva testimonianza di premura, di sacrificio e di un quotidiano donarsi senza riserve. Erano testimoni di una storia personale e comunitaria che continuava a vivere nei loro ricordi e nella loro saggezza. Oggi, l’evoluzione economica e sociale ha portato profonde trasformazioni nella vita delle famiglie. Gli anziani, tra cui molti nonni, si sono trovati in una sorta di zona di parcheggio: alcuni si accorgono di essere un peso in famiglia e preferiscono vivere soli o in case di riposo, con tutte le conseguenze che queste scelte comportano”.

Nel suo discorso Benedetto XVI condannò  “la "cultura della morte, che insidia anche la stagione della terza età. Con crescente insistenza si giunge persino a proporre l’eutanasia come soluzione per risolvere certe situazioni difficili. La vecchiaia, con i suoi problemi legati anche ai nuovi contesti familiari e sociali a causa dello sviluppo moderno, va valutata con attenzione e sempre alla luce della verità sull’uomo, sulla famiglia e sulla comunità. Occorre sempre reagire con forza a ciò che disumanizza la società”.

“Occorre unirsi – aggiunse Papa Benedetto - per sconfiggere insieme ogni emarginazione, perché ad essere travolti dalla mentalità individualistica non sono solo loro – i nonni, le nonne, gli anziani – ma tutti. Se i nonni, come spesso e da più parti si dice, costituiscono una preziosa risorsa, occorre mettere in atto scelte coerenti che permettano di valorizzarla al meglio”.

Il Papa auspicò, in conclusione, un ritorno dei “nonni ad essere presenza viva nella famiglia, nella Chiesa e nella società. Per quanto riguarda la famiglia, i nonni continuino ad essere testimoni di unità, di valori fondati sulla fedeltà ad un unico amore che genera la fede e la gioia di vivere. I cosiddetti nuovi modelli di famiglia ed il relativismo dilagante hanno indebolito questi valori fondamentali del nucleo familiare. I mali della nostra società  hanno bisogno di urgenti rimedi. Di fronte alla crisi della famiglia non si potrebbe forse proprio ripartire dalla presenza e dalla testimonianza di coloro – i nonni – che hanno una maggiore robustezza di valori e di progetti? Non si può, infatti, progettare il futuro senza rifarsi ad un passato carico di esperienze significative e di punti di riferimento spirituale e morale”.

 

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