I segreti della scrittura Nôm del Viet Nam alla Biblioteca vaticana

Il professor Ngô Thanh Nhàn con i testi in Nôm
Foto: OWL
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Il fascino del mondo vaticano è che Vangelo e politica passano spesso attraverso poche righe magari in una lingua esotica.

E’ il caso di 110 documenti stampati conservati presso la Vaticana rimasti a lungo ignoti agli studiosi perché non hanno mai avuto una descrizione catalografica. E sono in vietnamita.

Il Bollettino interno della Biblioteca Apostolica Vaticana ne racconta la storia.

Gli stampati risalgono addirittura al 1651. La maggior parte coprono un periodo che va dal  1799 al 1887. I manoscritti, per lo più sono in scrittura Nôm, un sistema ideografico che impiega caratteri cinesi per rendere i suoni vietnamiti.

Alcuni ideogrammi Nôm sono stati presi dal cinese Hán Việt, per farne la lingua scritta e letta solamente dalle élites della popolazione, usata dal X al XX secolo.

Approssimativamente mille anni di storia culturale vietnamita sono stati registrati in questo sistema unico: letteratura, filosofia, storia, giurisprudenza, medicina, religione e politica furono scritte in Nôm. Una eredità in gran parte perduta quando nel XVII secolo arrivò l’alfabeto latino, e il sistema Nôm non venne più usato. Il colonialismo francese ne decretò la fine.

Quando il sinologo Paul Pelliot (1878-1945)  arrivò nel 1922 alla Biblioteca Vaticana per redigere il catalogo dei documenti cinesi, ignorò quel gruppo di volumi che rimasero dimenticati.

Oggi però le pagine in scrittura Nôm sono state riaperte da Delio Vania Proverbio scriptor orientalis della Biblioteca che ha sollevato la questione della descrizione dei documenti. Così sono stati presi i contatti con il professor Ngô Thanh Nhàn, del Center for Vietnamese Philosophy, Culture and Society, della Temple University di Filadelfia.

Nell’ottobre del 2018  il professore ha trascorso un periodo in Biblioteca proprio per la catalogazione delle opere. Tutti gli stampati, 87 volumi, la maggior parte dei quali recanti coperte di cartone laccato, sono stati catalogati con lo standard Dublin Core (Dublin Core Metadata Initiative). la Biblioteca importerà i metadati e li renderà disponibili nel proprio catalogo online in formato MARC21.

Il prossimo passo riguarda i 23 volumi manoscritti che verranno descritti e saranno restaurate le coperte laccate, che risultano particolarmente fragili e impediscono la corretta fruizione delle opere.

E’ solo un inizio e il professor Nhàn ha posto in evidenza l’estremo interesse di tali opere. Si tratta in diversi casi di documenti unici, che certamente hanno molto da raccontare.

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