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Il Cardinale Bassetti al Festival Biblico, “il futuro migliore se si accoglie il Vangelo”

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È “accogliendo e vivendo il Vangelo” che si può costruire “un futuro migliore per l’uomo su questo pianeta”. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo al convegno “Scrutatori di nuovi e antichi orizzonti Al passo con il futuro tra nichilismo e bisogno di speranza” del Festival Biblico di Padova.

Dedicato al “Futuro”, iniziato il 3 maggio e in programma fino al 27 maggio, il Festival organizzato nella diocesi di Padova ha avuto lo scorso fine settimana come ospite il presidente dei vescovi italiani.

Nel suo intervento, il Cardinale ha sottolineato che “le promesse di Dio non sono come quelle degli uomini”, e che “forse dovremmo imparare a domandare perdono per quelle volte che il futuro buono non si è realizzato perché abbiamo mancato di osservare quanto avevamo promesso di fare”.

E per questo, leggere la Bibbia per i cristiani è “fondativo”, e va fatto con “la stessa cura che si dovrebbe avere quando si ascoltano le persone”.

Il Cardinale ha poi sottolineato che l'idea che il futuro si “costruisca da solo o da Dio solo” è una illusione, che non “corrisponde al messaggio della Bibbia”, per la quale invece “il futuro è nelle mani di Dio, ma anche nelle nostre mani”. E per questo “accogliendo e vivendo il Vangelo, si può costruire un futuro migliore per l’uomo e per il nostro pianeta”.

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Durante il Festival, il Cardinale Bassetti ha anche ricevuto la “Dichiarazione di Padova: un manifesto per diffondere il bene nell’ambiente digitale”.

Articolato in sei punti, e frutto della riflessione operata da alcuni mesi da Festival Biblico, Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Padova, DIGITALmeet e #Digitaletica, il documento indica in responsabilità, verità ed educazione i tre punti focali intorno ai quali si dovrebbe muovere l’impegno di agenzie formative, istituzioni, organizzazioni, aziende, religioni e formatori.

I sei punti della dichiarazione di Padova chiedono che “nelle interazioni mediate dal digitale, siano sempre garantiti il rispetto della persona e della sua reputazione”; auspicano lo sviluppo di “un’etica dell’ambiente digitale”; reclamano “coerenza e correttezza” con al centro il bene comune nel digitale; rimarcano che la ricerca della verità “ci stimola ad avere una maggiore responsabilità nell’accogliere ogni informazione pubblicata nell’infosfera; chiedono più protezione dei dati personali e una maggiore educazione nell’abitare l’ambiente digitale.