Il Cardinale Bassetti: "La meta della nostra vita è la santità"

Messa celebrata a Perugia per l’apertura della fase diocesana della causa di beatificazione del Servo di Dio Giampiero Morettini

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Foto: Arcidiocesi di Perugia
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La vita ce la giochiamo sui sogni, sui desideri: diventiamo ciò che desideriamo, diventiamo ciò che sogniamo”. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Cei, nell’omelia della Messa celebrata a Perugia per l’apertura della fase diocesana della causa di beatificazione del Servo di Dio Giampiero Morettini.

“Il sogno di Dio che trova finalmente compimento a Pentecoste, quando lo Spirito Santo, promessa e dono del Risorto – ha aggiunto l’Arcivescovo di Perugia - è effuso su ogni uomo, è quello di farci santi: la meta della nostra vita è niente di meno che la santità”.

“Giampiero Morettini – ha spiegato il porporato - aveva desideri e sogni da inseguire, progetti da compiere e avventure da vivere. Giampiero ha vissuto appassionatamente e convintamente ogni stagione della sua vita: amico allegro e sincero, lavoratore instancabile, onesto e creativo, sognava quello che tutti gli adolescenti, tutti i giovani sognano, magari un buon lavoro, magari una bella famiglia. Poi l’incontro che gli cambia la vita”.

“Il primo giorno in seminario – ha ricordato - Giampiero si presentò con questa frase: vorrei regalare la mia vita a Dio. E veramente Giampiero ha regalato la sua vita a Dio: e non ha mollato neppure nei giorni, nelle settimane dell’agonia, del dolore, della malattia, quando dopo l’intervento al cuore, crocifisso a quel letto della terapia intensiva cardiologica, era lui che infondeva coraggio con un sorriso, con una parola, finché gli è stato possibile, chi lo andava a trovare”.

“Giampiero – ha concluso il Cardinale Bassetti - muore il 21 agosto 2014, facendo fino in fondo la volontà del Padre, in una offerta di sé consapevole e serena, andando ad occupare quel posto che Gesù aveva preparato per lui, insieme ai santi dei quali aveva chiesto l’intercessione nella preghiera scritta appena prima di essere operato. Oggi iniziamo la fase diocesana del processo sulla vita, fama di santità e segni circa l’esercizio delle virtù eroiche di questo nostro figlio, del Servo di Dio Giampiero che ha sognato dello stesso sogno di Dio e che, dal Paradiso ci accompagna con il suo sorriso dolce perché la nostra vita possa fiorire anche quando sembra essere un ramo secco, come il ciliegio secco del suo giardino che non volle fosse tagliato e che, dalla sua morte in qua, fiorisce rigoglioso ogni anno anche fuori stagione”.

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