Il Cardinale Comastri: "In questo mare di dolore brilla anche tanta generosità"

Omelia del porporato durante la Messa celebrata stamane all'Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro

Il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano
Foto: Vatican Media - Youtube
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L’Italia e il mondo vivono un periodo di grande sofferenza “però in questo mare di dolore brilla la generosità commovente di tanti medici, di tanti infermieri, infermiere, di tanti volontari e di tanti sacerdoti e tante suore che rivelano il volto più bello dell’umanità, il volto della bontà, un volto che non dovremmo mai abbandonare: tutta questa generosità mettiamola sull'altare del Signore affinché diventi preghiera accorata e fiduciosa per essere liberati dal dilagare del virus”. Così il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, celebrando la Messa all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana in occasione della IV Domenica di Quaresima.

“Il Vangelo ci ricorda – ha detto il porporato nell’omelia - che non bastano gli occhi per vedere l'essenziale della vita, occorre un'altra vista: la vista del cuore. L'uomo vede e giudica i fatti e le persone condizionato dall'orientamento del proprio cuore: un orgoglioso vede dovunque occasioni di polemica, un umile nelle stesse situazioni vede occasioni di pazienza ed esercizio della bontà perché è diverso l'orientamento del cuore. Un egoista sarà sempre con le mani strette pur avendo tanta ricchezza, un generoso anche se possiede poco avrò sempre qualcosa da dare io sarò sempre felice: è diverso l’orientamento del cuore. L’orientamento del cuore ci condiziona anche nei confronti di Dio. Se abbiamo dentro di noi orgoglio non capiremo mai Dio e saremo sempre in polemica con Lui”.

“Osserviamo – ha aggiunto il Cardinale Comastri – il cieco del Vangelo che riceve il dono della vista perché il suo cuore si era aperto a Dio con un atto di umiltà” altri che assistono invece si rifiutano di vedere perché hanno “il cuore pieno di orgoglio e non accettavano di farsi mettere in discussione dalla presenza e dal comportamento di Gesù e così hanno perso l'occasione di un incontro: l'incontro con Dio. Il cieco guarito invece era una persona umile e si trova al centro della polemica suscitata dal miracolo ma pur essendo un uomo senza cultura sa difendersi con la forza della limpidezza”.

Chiediamo a Gesù – ha concluso il presule –  di aiutarci a riconoscerlo “anche in tutte le situazioni attraverso le quali ci parla e ci educa ogni giorno anche attraverso l'epidemia che è stata scatenata dalla nostra stoltezza”.

 

 

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