Il Cardinale De Donatis: "I santi non si accontentano di una esistenza mediocre"

Il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma
Foto: Diocesi di Roma
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“Il Papa definisce le beatitudini la carta di identità del cristiano, precisando che Gesù ha spiegato con tutta semplicità che cosa è essere santi, lo ha fatto quando ci ha lasciato le beatitudini”. Lo ha ribadito il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, nella terza meditazione sulla Gaudete et Exsultate di Papa Francesco

Ma chi sono i santi? Sono - risponde il Cardinale - “coloro che hanno creduto che non accontentarsi di una esistenza mediocre, annacquata, inconsistente, è possibile per chi si fida del dono di Dio. La santità è una chiamata rivolta a tutti. Ma occorre affermare con altrettanta forza che colui che chiama è anche colui che dona! A chiamarci non è un imperativo, un’esigenza, un comando. A chiamarci è un dono, che viene messo nella nostra vita come un seme, che porterà frutto se avremo saputo prestargli fiducia piena”.

Ma - ammonisce il Vicario di Roma - “la santità richiede visione. Dio ama in me in me il santo che sarò. Il Padre ha su di noi uno sguardo lungo. Non si ferma ai nostri piccoli o grandi impacci, alle ingenuità, ma ci contempla alla luce della sua sapienza. Dio mi vede oltre me! Vede il santo che sarò. Per uscire dall’ignoranza noi possiamo comprenderci in una luce diversa: e questa luce sono le beatitudini”. 

“La scala della santità - ricorda ancora il porporato - inizia dallo scoprirsi figli: ci vuole una vita intera, tutta la vita, ma non è un cammino improvvisato, casuale. C’è un punto di partenza, c’è un passo che ci consente di imboccare la direzione giusta. La povertà di spirito. La povertà evangelica è la porta delle beatitudini”. 

Beati i poveri, ma anche beati gli afflitti “perché saranno consolati. Qual è la consolazione più grande nel Nuovo Testamento? Lo Spirito Santo. Dio continua a misericordiarci. Cioè chi vive appeso al perdono riceve una misura traboccante di Spirito consolatore”. 

Infine - conclude il Cardinale De Donatis - beati i puri di cuore. “Papa Francesco mette l’accento sulla purezza intesa come rettitudine nelle intenzioni: fare le cose per amore di Dio”.

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