Il cardinale Sandri a Praga, pur nella clandestinità avete conservato il tesoro della fede

Alcuni momenti della vista del Cardinale Sandri a Praga
Foto: CCO
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“La Chiesa nell’Europa dell’Est ha subito nel secolo scorso terribili persecuzioni, e in particolare anche la comunità greco-cattolica...Ora siete chiamati a vivere la sfida della libertà, partendo dalle vostre famiglie”.  E’ quello che ha ricordato il cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che si è recato a Praga, sabato 6 e domenica 7 aprile su invito dell'Esarca Apostolico per i fedeli bizantino-slavi della Repubblica Ceca, S.E. Mons. Ladislav Hucko.

In un lungo incontro con il clero dell’Esarcato il 6 aprile il cardinale ha proposto una riflessione sulle sfide poste da una società molto secolarizzata e segnata dagli anni del regime nel secolo scorso, oltre che dalla differente composizione della comunità greco-cattolica, con sacerdoti e fedeli provenienti, oltre che dal territorio Ceco, anche dalla vicina Slovacchia e in modo massiccio negli ultimi anni, dall'Ucraina. 

L'Esarcato, è stato eretto nel 1993 da San Giovanni Paolo II, oggi si tratta di ventimila fedeli, diffusi in 36 centri, con 19 parrocchie.

Tappa sulla tomba di Santa Ludmilla, prima santa dei popoli slavi, e su quella di San Procopio. Prima del rientro in Nunziatura, una sosta per la preghiera nella Chiesa Carmelitana ove si venera il Bambino Gesù di Praga.

La mattina di domenica 7 aprile il cardinale si è recato alla Chiesa della Santissima Trinità, luogo concesso in comodato d'uso dall'Arcidiocesi di Praga all'Esarcato bizantino, poi

nella chiesa di San Clemente papa e martire, cattedrale dell'Esarcato, dove ha salutato i fedeli ucraini. Poi ha presieduto la Divina Liturgia Pontificale e nella omelia ha ricordato che “La Chiesa nell’Europa dell’Est ha subito nel secolo scorso terribili persecuzioni, e in particolare anche la comunità greco-cattolica: si è passati attraverso la soppressione, l’incarcerazione di vescovi, sacerdoti e fedeli, alcuni dei quali sono giunti fino al vero e proprio martirio.

Il popolo santo di Dio, pur nella clandestinità, ha conservato con orgoglio il tesoro prezioso della fede, trasmettendolo e facendolo giungere fino al giorno della liberazione. Nonostante siano passati tanti anni, non deve cessare la riconoscenza perché nonostante le prove, siete rimasti fedeli.  Ora siete chiamati a vivere la sfida della libertà, partendo dalle vostre famiglie.”

 

 

 

 

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