“È ancora vivo in ciascuno di noi il ricordo del dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il Viaggio Apostolico del Santo Padre Francesco ad Abu Dhabi. Nell’incontro di Bari lo scorso 7 luglio come ad Abu Dhabi una settimana fa, quelli che sono stati negli ultimi anni attraverso le definizioni dei Sommi Pontefici dei titoli riservati all’amato Libano, si sono come distesi nei gesti e nel desiderio a tutto il Vicino e il Medio Oriente: l’incontro tra leader e seguaci delle diverse confessioni cristiane e diverse religioni, iniziando dai tre monoteismi che si richiamano in diverso modo alla fede di Abramo, sono stati un messaggio e un laboratorio”. Lo ha detto il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, intervenendo sabato scorso alla celebrazione per la Solennità di San Maroun, patrono e fondatore della Chiesa di Antiochia dei Maronita, presso il Pontificio Collegio Maronita in Urbe.

Si è trattato - ha spiegato il Cardinale - di un “messaggio perché l’esperienza stessa dello stare insieme, dello stringersi la mano, senza rinnegare o mettere da parte la propria identità e tradizione, ha rilanciato davanti agli occhi di tutti la possibilità di una convivenza pacifica, mettendo al bando ogni forma di violenza verbale o fisica o visioni fondamentaliste che piegano il nome di Dio a progetti di conquista o potere. Un laboratorio, perché sappiamo bene quanto lavoro è stato necessario per giungere a questi eventi e quanto ancora ne servirà perché essi siano davvero semi che germogliano e crescono: ci vuole la volontà di tutti di conoscere, di studiare, di diffondere il contenuto della Dichiarazione firmata dal Santo Padre, che il nostro Dicastero invierà a tutti i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche perché se ne facciano tramite all’interno delle rispettive comunità, prime tra tutte quelle come il Pontificio Collegio Maronita, dedicate alla formazione dei futuri sacerdoti e guide”.

“Oggi il Signore - ha concluso il Prefetto - ci riporta negli occhi e nel cuore il segreto per superare ogni ostacolo e ogni sfida, con fiducia e determinazione: la santità del patrono e fondatore San Maroun. Il suo rifugiarsi sulla montagna che non è un ritirarsi in disparte dal mondo, ma il mettere le profonde radici in Dio, unica vera sicurezza e difesa per i maroniti lungo la storia secolare: lo spirito contemplativo di preghiera e la capacità di lavorare per la costruzione di un mondo più giusto e più vero, non per proprio vantaggio e tornaconto, ma come servizio all’umanità sul modello di Cristo, venuto non per essere servito ma per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti”.