Il cardinale Sandri in Bulgaria, dialogo, servizio e riconoscimento dei beni ecclesiatici

Alcune immagini della visita del cardinale Sandri in Bulgaria
Foto: Congregazione per le Chiese Orientali
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Si è concluso ieri sera il viaggio del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali in Bulgaria a Rakovski, cittadina a maggioranza cattolica della Bulgaria, con la messa e le cresime nella parrocchia di San Michele Arcangelo.

Il cardinale ha ricordato i tre martiri sacerdoti assunzionisti, Josaphat Chicov, Kamen Vitchev e Pavel Djidjov, dei quali San Giovanni Paolo II disse a Plovdiv, nell’omelia di beatificazione: “con il loro dinamismo, la loro fedeltà al vangelo, il loro servizio disinteressato alla Nazione, essi si propongono come modelli per i cristiani di oggi, specialmente per i giovani della Bulgaria che cercano di dare un senso alla loro vita e vogliono seguire Cristo nel laicato, nella vita religiosa o nel sacerdozio”. prima di fare rientro a Roma, presso la Nunziatura Apostolica il cardinale ha ricevuto una delegazione della piccola ma molto attiva comunità libanese maronita, con la quale si è intrattenuto a riflettere sull'odierna situazione del Libano.

Nella mattina di sabato il Prefetto ha visitato Nicopoli ricevuto dal vescovo Petko Christov, O.F.M. Conv., dal Presidente della Conferenza Episcopale interrituale, monsignor Proykov, e dal Vescovo di Sofia-Plovdiv,  Gheorghi Yoyvcev, dalle Religiose della Carità di Santa Teresa di Calcutta, provenienti dalle tre comunità presenti nel paese, dai sacerdoti, religiosi, e da un grande numero di persone, venute per celebrare con il Cardinale il Centenario delle Apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima, nella parrocchia eretta a Santuario Diocesano dall'attuale Vescovo, il quale ne ebbe l'intuizione nel 1996 nel corso di un pellegrinaggio a Fatima. Nella omelia il cardinale ha detto: “gli Erodi di oggi, nei loro palazzi e nelle loro conferenze, o ancora nella cecità del terrorismo fondamentalista, perpetuano le inutili stragi per preservare i loro possedimenti e i loro diversi interessi. E mentre la situazione rimane instabile, non possono restare chiuse le porte e i confini a coloro che vengono a bussare fuggendo dalla violenza”.

Nel pomeriggio si è svolto un incontro con i vescovi della  Bulgaria,  in cui si è parlato del processo di recupero dei beni confiscati dallo Stato in epoca comunista, su cui avere pazienza e attenzione, in collaborazione con il Nunzio Apostolico, come pure per la richiesta di pieno riconoscimento da parte del Governo della Chiesa Cattolica. Altro tema affrontato quello della assistenza per la piccola Chiesa in Bulgaria e alle fasce più povere interiormente e materialmente della popolazione.

Diversi gli incontri anche con le comunità ortodosse occasione per ricordare  il fenomeno di massa dell'emigrazione cui sono sottoposti tanti cristiani del Medio Oriente seguiti dalla Congregazione, per i quali sempre si cerca di organizzare la necessaria assistenza pastorale secondo la tradizione ecclesiale loro propria.  Incontri che esprimono la certezza che se ancora facciamo fatica a riconoscerci parte di un'unica Chiesa, tuttavia non possiamo negare di essere già fratelli in Cristo.

La prima giornata del Cardinale era stata dedicata agli incontri interreligiosi, con la vista al Grande Muftì di Bulgaria, Dr. Mustafa Hazdid, con il quale il Prefetto ha parlato dei tanti martiri cristiani contemporanei vittime della violenza cieca e del terrorismo, ma anche le migliaia di civili musulmani pure vittime degli scontri, con tanti innocenti, donne e bambini, che pure soffrono e ha ricordato che i cristiani vogliano essere considerati come cittadini nativi dell'area del Medio Oriente, e come tali rispettati e accolti per costruire insieme il bene comune delle Nazioni ove abitano da secoli. 

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