Il cuore compassionevole di Gesù. XVII Domenica del Tempo Ordinario

Gesù e i discepoli
Foto: Centro Aletti
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Il Vangelo ci rivela che il cuore umano-divino di Gesù nei confronti dell’uomo è un cuore compassionevole. E’ così attento all’uomo che presta attenzione anche alle nostre necessità materiali e ci soccorre nei nostri bisogni. Gesù sa vivere in un profondo dialogo d’amore con il Padre suo celeste ed insieme prestare attenzione a ciò che succede intorno a Lui, alle situazioni umane, alle varie faccende umane e alle cose materiali. 

Così, ad esempio, dopo avere riportato in vita la figlia di Giairo, ordina che le diano da mangiare; in mezzo allo stupore causato dalla resurrezione di Lazzaro è Lui che dice: “scioglietelo e lasciatelo andare”; dopo avere mandato i suoi discepoli ad annunciare il regno di Dio, si accorge che essi hanno necessità di riposare. Gesù, così attento a chi gli sta intorno, insegna anche a noi a vivere la carità facendoci carico delle necessità dei fratelli nella realtà della vita quotidiana. San Paolo nella II Lettura ci ricorda che la pratica delle virtù dell’umiltà, della pazienza, della sopportazione reciproca, dell’affabilità costituiscono un modo concreto di vivere la carità non a parole, ma con i fatti. 

“Raccogliete i pezzi avanzati”, comanda Gesù agli apostoli dopo che la folla si è saziata. Sembra un dettaglio di scarso valore di fronte alla straordinarietà del  miracolo operato, ma il Signore lo chiede perché nulla va perduto. Questo invito di Gesù ci ricorda che grande parte della nostra vita è fatta di eventi che non hanno quasi rilievo o hanno scarsa risonanza. E’ difficile che si presentino occasioni nel quale ci viene chiesto di vivere una carità eroica, mentre ogni giorno si presenta l’opportunità di dire una parola amabile ad un amico, di soccorrere un fratello che vediamo stanco o preoccupato, di chiedere le cose con gentilezza, di mostrare gratitudine, di evitare conversazioni o commenti cattivi nei confronti dei fratelli. 

Spesso un ricordo, un semplice saluto, un favore reso ha nei fratelli una risonanza sproporzionata rispetto al gesto compiuto. Piccoli atti che però indicano considerazione, apprezzamento, stima, attenzione verso gli altri. 

Dio, in ogni momento della giornata ci chiede di impegnarci nella vita familiare, nelle relazioni sociali, nel compimento del dovere, nella preghiera, ma quello che ci domanda è sempre alla portata delle nostre forze. Se corrispondiamo una prima volta, saremo arricchiti per corrispondere sempre più e sempre meglio. Chiediamo alla Vergine Maria che ci aiuti a valorizzare ciò che sembra privo di importanza, ciò che non è appariscente con la consapevolezza che ogni gesto di bene ha la sua ricompensa dal Signore. 

 

Ti potrebbe interessare