Il giorno del dono, per avere un'Italia sempre più solidale

Il Papa con Edoardo Patriarca
Foto: L'Osservatore Romano - ACI Group
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Oggi 4 ottobre è la Festa di San Francesco, Patrono d’Italia, ma da tre anni ormai è anche il Giorno del Dono. Una iniziativa per sensibilizzare l’Italia ad essere sempre più solidale, come ci spiega Edoardo Patriarca, presidente dell'Istituto Italiano della Donazione. 

Il giorno del dono è stato voluto anzitutto dal presidente Ciampi già nella precedente legislatura, sostenuto dall’istituto Italiano della Donazione. Non se ne è fatto nulla! Finalmente in questa legislatura nel luglio 2015 si è concluso l’iter di approvazione cosicché il 4 ottobre, festa di San Francesco Patrono d’Italia, è anche il Giorno del Dono. Il valore del dono, della gratuità, dell’amicizia civile, della reciprocità…sono stati riconosciuti valori pubblici, valori che costruiscono la Repubblica, che fanno la comunità,  e che vivono non solo nella vita privata. Che attraversano tutti gli ambiti della vita civile, persino l’economia come ci ricorda la Caritas in Veritate. 

Nel concreto quali sono le iniziative che mettete in campo?

L’iniziativa è sostenta dall’Anci, dal Miur, dalle principali reti del terzo settore, da una decina di imprese. In questa edizione del “giro dell’Italia che dona” hanno aderito più di 500 enti: tra questi centinaia di Comuni, una settantina di scuole, associazioni, decine di imprese. A tutti chiediamo di proporre sui territori momenti di riflessione, flash mob, iniziative solidali. Racconti ed esperienze,  per provare a proporre la narrazione di una Italia solidale, impegnata, attiva nel donare. Le scuole in particolare sono state invitate a produrre un contest sul tema #DonareMiDona. Ne sono giunti una settantina, e sono pubblicati nel sito dell’Istituto. Tre di questi sono stati premiati ieri a Roma e le classi sono stare ricevute il 2 ottobre da PaPa Francesco,

In questi anni cosa siete riusciti a costruire?

L’obiettivo che ci siamo dati è soprattutto la proposta di un progetto culturale che dia spazio alle tante esperienze di solidarietà, di accoglienza, di gratuità che animano le comunità locali. Lo riteniamo un compito urgente, ci abbiamo messo cuore e contenuti, per contrastare la narrazione che vuole un paese solo arrabbiato, egoista e  perso nei suoi problemi. In questi primi tre anni, spesso con stupore, abbiamo scoperto centinaia  di esperienze improntate sul valore del dono e della gratuità, dal volontariato alle tante iniziative promosse da imprenditori responsabili. Esperienze ‘fresche”, improntate da una forte capacità creativa e innovativa. È questo in fondo l’obiettivo del giorno del dono. E l’anno prossimo cercheremo di fare ancora di più.

Avete incontrato Papa Francesco. Che cosa vi ha lasciato il faccia a faccia con il Pontefice?

Papa Francesco davvero ci ha fatto un grande dono, i ragazzi e le ragazze lo hanno ascoltato con attenzione e tanta emozione. Ma soprattutto hanno percepito che  Papa Francesco è davvero vicino a loro, con le parole e soprattutto con i gesti. Che le parole che usava venivano dal cuore, ne era profondamente convinto. Non stava "barando", non era il solito adulto che ti parla per parlare.  È questo negli incontri tra adulti e adolescenti non è per nulla così ovvio e scontato. Davvero grazie a  Papa Francesco.

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