Il guru antiriscaldamento globale membro della Pontificia Accademia delle Scienze

Joachim Schellnhuber
Foto: da notrickszone
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Siederà tra i presentatori della “Laudato Si’ “ domani, ma intanto Joachim Schellnhuber (conosciuto da tutti come John) viene inserito tra i ranghi della Pontificia Accademia delle Scienze, una delle Accademie più antiche il cui vanto sta nell’essere di composizione multirazziale e nel non fare discriminazioni nella scelta dei membri. Tra questi, ci sarà anche Schellnhuber, guru della lotta al riscaldamento globale, anche lui finito nel mirino per alcune sue posizioni forti sui temi ecologici.

Posizioni che però interessano particolarmente la Pontificia Accademia delle Scienze, che già annovera tra i suoi membri il consulente ONU Jeffrey Sachs, che invece è un esperto dello sviluppo sostenibile. E proprio sul tema dello sviluppo sostenibile, l’arcivescovo Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, è entrato in polemica con la Ong USA C-Fam, che lo accusava di aver accettato l’agenda ONU, che include nello sviluppo sostenibile anche il tema dei diritti sessuali e riproduttivo, ovvero il diritto all’aborto.

Di certo, dalle anticipazioni che filtrano dell’enciclica di Papa Francesco, non c’è niente che appoggi l’aborto nel testo del Papa, e anche le tesi più radicali sono comunque mitigate, in un approccio moderato e di ascolto che ricalca quello dei documenti stilati nel corso degli anni dai dicasteri vaticani.

Altra cosa è l’Accademia delle Scienze, che ha tutto l’interesse a sviluppare discussioni scientifiche, anche su temi controversi. Fisico teorico, docente Ordinario presso l'Università di Oldenburg, Schellnhuber insegna anche in qualità di Visiting Professor all'Institute of Nonlinear Sciences dell'Università di California in Santa Cruz e come External Professor al Santa Fe Institute (Stati Uniti d'America).

I suoi studi – sottolinea il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede – “sono focalizzati sui rapporti fra sviluppo e impatto climatico.”

Dal 1993 è Direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), in collegamento con la Cattedra di Fisica Teoretica dell'Università di Potsdam. Nel 2007 è stato nominato Responsabile dell'Ufficio Governativo Tedesco per il clima e relative emissioni e Membro del Gruppo di esperti su energia e cambiamenti climatici, istituito dall'allora Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso. Inoltre, il Prof. Schellnhuber è membro di numerose Associazioni ed Istituzioni scientifiche e governative che si occupano di energia, sviluppo e cambiamenti climatici globali.

Schellnhuber è il padre della teoria dei due passi per superare il riscaldamento globale. La Pontificia Accademia delle Scienze gli ha messo gli occhi addosso da un po’. Lo scorso 28 aprile, è stato chiamato a scrivere la dichiarazione al termine dell’incontro sul cambiamento climatico, intitolato: “Cambiamento climatico e il bene comune: una dichirazione del problema e la ricerca di soluzioni trasformative.” La dichiarazione puntava ad un mondo al netto del carbone.

Il New York Times ha sottolineato che Schellnhuber è “conosciuto per le sue posizioni aggressive sulle politiche climatiche.” Tra le sue dichiarazioni più famose, quelle sulla necessità di un controllo delle nascite nel 2009, quando ha detto che la terra può sostenere al limite un miliardo di persone.

Un altro dei suoi cavalli di battaglia è la necessità di una rapida deindustrializzazione per fermare il riscaldamento globale. In uno dei suoi interventi, ha sottolineato che gli Stati Uniti dovrebbero ridurre le loro emissioni dalle 20 tonnellate medie di carbone a persona a zero entro nel 2020 per avere almeno una chance di stabilizzare il riscaldamento climatico intorno ai due gradi centigradi.

La sua nomina a membro della Pontificia Accademia delle Scienze testimonia comunque l’orientamento dell’Accademia guidata da Sanchez Sorondo, sempre più vicina alle posizioni radicali in tema di ambiente e sviluppo sostenibile.

Nonostante Schellnhuber sia accreditato – come molti – ad avere avuto un ruolo nella stesura dell’enciclica ‘Laudato si’, è più probabile che il suo contributo – insieme a quello di Jeffrey Sachs, e inclusi quelli dell’ex teologo della Liberazione Leonardo Boff, ora convertito all’eco-teologia, e di Frei Betto – siano stati inclusi nei brogliacci di contributi consegnati a Papa Francesco. Ma poi è stato il Papa stesso a riprendere in mano la bozza, e – con l’aiuto di alcune persone fidate, pare gesuiti – a dare all’enciclica la struttura che si potrà vedere il 18 giugno, alla presentazione dell’enciclica.

Presentazione che vedrà la presenza di Schellnhuber, del teologo Giovanni Zizioulas per il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli in rappresentanza del Patriarca Bartolomeo, dell’economista Carolyn Woo del Catholic Relief Service, e poi del Cardinal Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. È stato dalla raccolta di contributi presentata dal Pontificio Consiglio che è cominciata la stesura dell’enciclica.

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