Il Papa a Bangui: unità, dignità, lavoro per un nuovo paese

Il Papa a Bangui
Foto: Martha Calderon/Aci Group
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 Non arrivano immagini dall’aeroporto di Bangui per l’arrivo del Papa. In Centrafrica non c’è nemmeno l’elettricità, e le telecamere arrivano dal Sud Africa grazie all’ Eurovisione. Ma alle 10.15  Francesco è atterrato. Ai piedi della scalinata del velivolo il Papa è accolto dal Capo di Stato della transizione, Catherine Samba-Panza, insieme con una bambina che offre al Papa dei fiori.

Poi il Papa è andato verso il Palazzo Presidenziale “de la Renaissance”, sulle nuove strade asfaltate per l’occasione. Durante l'incontro privato tra il Papa e la Presidente anche la riunione parallela tra la Delegazione vaticana e il Primo Ministro, Mahamat Kamoun. Poi nella Sala delle Conferenze l’incontro con autorità e il corpo diplomatico. Ma niente immagini anche da la.

Nel tragitto tanta gente che era certa dell’arrivo del Papa che non ha nemmeno immaginato che non sarebbe arrivato, che ha rimesso a posto con le proprie forze quello che poteva, che ha deciso di vivere almeno due giorni in pace. E vedere gli uomini della Gendarmeria vaticana con il giubbetto antiproiettile non sembra nemmeno tanto spaventoso guardando negli occhi la gioia della gente di Bangui.

“ Vengo come pellegrino di pace, e mi presento come apostolo di speranza. Ecco perché sono contento di elogiare gli sforzi compiuti dalle varie Autorità nazionali e internazionali a partire dalla Signora Capo di Stato della Transizione, nel guidare il Paese in questa fase.

Il mio fervido auspicio è che le diverse consultazioni nazionali che si terranno tra poche settimane possano consentire al paese di intraprendere serenamente una nuova fase della sua storia”.

Era questo che volevano sentirsi dire i cittadini della Repubblica Centrafricana, insieme alle parole che riprendono il sogno dei padri fondatori: Unità,Dignità, Lavoro.

Unità come “valore- cardine per l’armonia dei popoli” evitando la tentazione “della paura dell’altro, di ciò che non ci è familiare, di ciò che non appartiene al nostro gruppo etnico, alle nostre scelte politiche o alla nostra confessione religiosa.” Unità nella diversità. E quindi dignità un “valore morale, sinonimo di onestà, di lealtà, di grazia e di onore, che caratterizza gli uomini e le donne consapevoli dei loro diritti come dei loro doveri e che li porta al rispetto reciproco.”

Dignità della persona umana, e dice il Papa: “chi ha i mezzi per condurre una vita dignitosa, invece di essere preoccupato per i privilegi, deve cercare di aiutare i più poveri ad accedere anch’essi a condizioni di vita rispettose della dignità umana, in particolare attraverso lo sviluppo del loro potenziale umano, culturale, economico e sociale.” E infine lavoro. In un paese ricco per la biodiversità, il Papa richiama “l’attenzione di tutti, cittadini, responsabili del Paese, partner internazionali e società multinazionali, sulla loro grave responsabilità nello sfruttamento delle risorse ambientali, nelle scelte e nei progetti di sviluppo, che in un modo o nell’altro influenzano l’intero pianeta”.

Usa un proverbio locale il Papa per ricordare che le Autorità pubbliche “dovrebbero essere le prime ad incarnare con coerenza nella loro vita i valori dell’unità, della dignità e del lavoro, per essere modelli per i loro connazionali”.

Il Papa ricorda l’impegno della Chiesa e, dice, “rinnovo la disponibilità di questa Chiesa particolare nel contribuire sempre più alla promozione del bene comune, specialmente attraverso la ricerca della pace e della riconciliazione. Pertanto, non dubito che le Autorità centrafricane attuali e future si adopereranno costantemente per garantire alla Chiesa condizioni favorevoli al compimento della sua missione spirituale".

Infine un incoraggiamento per “gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale, qui rappresentata dal Corpo Diplomatico e dai membri di varie Missioni delle Organizzazioni internazionali. Li incoraggio vivamente a proseguire sempre più sulla strada della solidarietà, auspicando

che la loro opera, unita all’azione delle Autorità centrafricane, aiuti il Paese a progredire soprattutto nella riconciliazione, nel disarmo, nel consolidamento della pace, nell’assistenza sanitaria e nella cultura di una sana amministrazione a tutti i livelli".

L’augurio del Papa è che “il popolo centrafricano, possa come anche i suoi dirigenti e tutti i suoi partner, apprezzare il vero valore di questi benefici, lavorando incessantemente per l’unità, la dignità umana e la pace fondata sulla giustizia! Dio vi benedica tutti! Grazie!”

Da parte sua Catherine Samba-Panza in un lungo discorso ha ringraziato il Papa per l’incoraggiamento che ha dato al processo di normalizzazione che dovrà vedere anche le elezioni presidenziali. Ha parlato di un cammino di perdono basato sulla forte spiritualità del popolo, per arrivare ad un paese senza divisione e senza odio.

Il Papa poi si è recato al campo profughi del San Salvatore, legato ad una parrocchia.

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