Il Papa a Milano il 25 marzo. Ecco come si prepara la città

Progetto del palco / altare a Monza, da dove Papa Francesco celebrerà Messa il prossimo 25 marzo
Foto: www.chiesadimilano.it
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Martino V, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI: sono i tre Papi che hanno varcato la soglia del Duomo di Milano. A loro, si aggiungerà anche Papa Francesco, per la visita alla città prevista per il 25 marzo. A un mese dall’arrivo di Francesco, tutta la diocesi si sta preparando alacremente per poter accogliere al meglio il successore di Pietro.

Sarà un momento di festa, prima di tutto. E lo sarà soprattutto per la Brianza, perché Papa Francesco dirà a Monza la Messa che sarà il culmine della sua breve visita. Il palco è pronto, ed è quello di una “rockstar”, con due torri laterali a sorreggere la copertura, che è delineata come un grande ponte gettato da un lato all’altro: sta a simboleggiare l’incontro tra culture e fedi. La scenografia riprodurrà il Duomo di Monza, incluso il caratteristico rosone. Oltre al palco, ci saranno anche 6 maxi schermi.

Milano sarà una città in festa, e già sono stati preparati stendardi con Il volto sorridente di Papa Francesco circondato dal giallo della bandiera vaticana e dall'azzurro della bandiera argentina. È lo stendardo preparato per animare il territorio in vista dell'arrivo di Papa Francesco. Ma soprattutto è stato preparato un percorso formativo, un sussidio gratuito scaricabile via Internet che prepari spiritualmente alla visita.

Sarà in festa anche Monza. Ci andò Giovanni Paolo II, nel 1983, e alla Messa in autodromo parteciparono 100 mila fedeli. Se ne aspettano di più per Papa Francesco. E per questo sono stati richiesti mille ministri straordinari della Comunione Eucaristica, chiamati a rendersi disponibili per la Messa, e chiedendo loro di portare dalla parrocchia una pisside con coperchio e almeno 200 particole, che saranno fornite dalla diocesi.

Anche il carcere di San Vittore si sta preparando per quella che sarà la prima visita di un Papa. Due ore di visita, con l’obiettivo – ha detto Gloria Manzelli, il direttore del Carcere – di far incontrare a Papa Francesco “il più alto numero di detenuti”, senza troppe formalità, cercando di non mostrare distinzione tra “il cittadino libero e il detenuto”. E per il pranzo in carcere, si pensa di mettere vicino al Papa dei detenuti latinoamericani, perché possa parlare la sua lingua, ma “senza selezionare troppo”. Il pranzo avrà luogo nel Terzo Reparto, i tavoli saranno disposti nel grande corridoio, e lo chef della Libera Scuola di Cucina sarà affiancato dai detenuti stessi. Anche lì, i cappellani stanno preparando i detenuti dal punto di vista spirituale, mentre alcuni detenuti stanno preparando dei doni per il Papa: navi realizzate con stuzzicadenti e fiammiferi, una poesia, un canto

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