Il Papa ai medici lombardi: "Siete stati una delle colonne portanti dell’intero Paese"

"Cari medici e infermieri, il mondo ha potuto vedere quanto bene avete fatto in una situazione di grande prova"

L'udienza del Papa al personale sanitario proveniente dalla Lombardia
Foto: Vatican Media / ACI group
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"Nel turbine di un’epidemia con effetti sconvolgenti e inaspettati, la presenza affidabile e generosa del personale medico e paramedico ha costituito il punto di riferimento sicuro, prima di tutto per i malati, ma in maniera davvero speciale per i familiari, che in questo caso non avevano la possibilità di fare visita ai loro cari. E così hanno trovato in voi, operatori sanitari, quasi delle altre persone di famiglia, capaci di unire alla competenza professionale quelle attenzioni che sono concrete espressioni di amore". Papa Francesco accoglie questa mattina in Vaticano una rappresentanza di medici, infermieri e operatori sanitari provenienti dalla Lombardia.

Dopo le parole introduttive del presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il saluto del Pontefice si estende all’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ai vescovi di Bergamo, Brescia, Cremona, Crema e Lodi, con le altre autorità presenti.

"Nel corso di questi mesi travagliati, le varie realtà della società italiana si sono sforzate di fronteggiare l’emergenza sanitaria con generosità e impegno. Penso alle istituzioni nazionali e regionali, ai Comuni; penso alle diocesi e alle comunità parrocchiali e religiose; alle tante associazioni di volontariato. Abbiamo sentito più che mai viva la riconoscenza per i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari, in prima linea nello svolgimento di un servizio arduo e a volte eroico. Sono stati segno visibile di umanità che scalda il cuore. Molti di loro si sono ammalati e alcuni purtroppo sono morti, nell’esercizio della professione. Li ricordiamo nella preghiera con tanta gratitudine", dice ancora il Papa ricordando il duro lavoro dei medici nei mesi di chiusura totale dell'Italia.

"I pazienti hanno sentito spesso di avere accanto a sé degli angeli, che li hanno aiutati a recuperare la salute e, nello stesso tempo, li hanno consolati, sostenuti, e a volte accompagnati fino alle soglie dell’incontro finale con il Signore - dice ancora il Papa - Cultura della prossimità e della tenerezza. E voi ne siete stati testimoni, anche nelle piccole cose: nelle carezze..., anche con il telefonino, collegare quell’anziano che stava per morire con il figlio, con la figlia per congedarli, per vederli l’ultima volta... piccoli gesti di creatività di amore... Questo ha fatto bene a tutti noi. Testimonianza di prossimità e di tenerezza".

"Siete stati una delle colonne portanti dell’intero Paese. A voi qui presenti e ai vostri colleghi di tutta Italia vanno la mia stima e il mio grazie sincero, e so bene di interpretare i sentimenti di tutti", dice con gratitudine Francesco.

Infine il Papa ricorda anche "lo zelo pastorale e la sollecitudine creativa dei sacerdoti che hanno aiutato la gente a proseguire il cammino della fede e a non rimanere sola di fronte al dolore e alla paura. La vicinanza, la creatività, senza vergogna. Questi sacerdoti che sono rimasti accanto al loro popolo nella condivisione premurosa e quotidiana: sono stati segno della presenza consolante di Dio. Sono stati padri, non adolescenti.""Anche tra voi ci sono alcuni sacerdoti che sono stati malati e grazie a Dio sono guariti. In voi ringrazio tutto il clero italiano, che ha dato prova di coraggio e di amore alla gente", sottolinea il Pontefice.

"E non dimenticate che con il vostro lavoro, di tutti voi, medici, paramedici, volontari, sacerdoti, religiosi, laici, che avete fatto questo, avete incominciato un miracolo. Abbiate fede e, come diceva quel sarto, teologo mancato: “Mai ho trovato che Dio abbia incominciato un miracolo senza finirlo bene”, conclude il Papa.

E come ha fatto per gli ospedali italiani, come quello di Bergamo duramente colpito dal virus,  Papa Francesco ha donato due respiratori all'Ecuador, proprio per contrastare l'emergenza covid. L’annuncio – si legge sul sito della Conferenza episcopale del Paese – arriva dall’Ambasciata ecuadoregna presso la Santa Sede: “L'ambasciatore dell'Ecuador in Vaticano, José Luis Álvarez Palacio ha informato la Nunziatura Apostolica che i dispositivi hanno già lasciato il Vaticano e arriveranno nel Paese nei prossimi giorni”.

 

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