Il Papa ai ragazzi di Cuba: siate portatori di speranza

Papa Francesco alla Festa della Accoglienza
Foto: Episcopato Polacco
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Nel cuore del Papa c’è Cuba. Anche da Cracovia il Papa pensa ai ragazzi che non sono potuti essere alla GMG e in particolare decide di mandare un messaggio proprio ai cubani.

Il Papa li invita a lasciarsi trasformare dal Vangelo per “costruire ponti” e promuovere la “cultura dell’incontro, la cultura del rispetto, la cultura della comprensione e del perdono reciproco. Questo - afferma - è ‘fare chiasso’; questo è sognare. E i giovani devono fare chiasso”. Quell’ “hacer lio” che il Papa ripete spesso: “Non abbiate paura, non siate schizzinosi. Sognate che il mondo, con voi, può essere diverso! Sognate che Cuba, con voi, può essere diversa ed ogni giorno migliore! Non arrendetevi! In questo impegno è importante, è necessario aprire il cuore e la mente alla speranza che dà Gesù”.

E aggiunge: “Ammalatevi, ammalatevi di amore, così imparerete a guardare sempre gli altri con misericordia, con vicinanza, con tenerezza, soprattutto chi soffre e chi ha bisogno di aiuto” , perché l’amore è costruttivo, l’amore non distrugge neanche il nemico, l’amore sempre costruisce”.

E infine il Papa dice ai giovani di Cuba di essere “portatori di speranza”, la speranza che riunisce anche persone diverse, perché “non è necessario che tutti la pensino uguale”: “L’importante, uguali e diversi, è costruire ‘l’amicizia sociale’ con tutti; costruire ponti, lavorare tutti insieme”:

“Ragazzi e ragazzi, riuniti all’Avana ma con il cuore a Cracovia: non disgregatevi! Camminate insieme! Costruite ponti sempre con la mano tesa!”.

 

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