Il Papa conferma il suo viaggio ai piedi della Morenita a febbraio e prega per i genitori

La messa per L' America Latina
Foto: CTV
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Sono le parole della liturgia della III domenica di Avvento, la domenica “Gaudete” che ispirano a Papa Francesco la riflessione su Maria, come Patrona delle Americhe, la Vergine di Guadalupe dove il Papa si recherà a febbraio.

Il Papa latinoamericano anche quest’anno ha celebrato la messa per l'America Latina nel giorno in cui la Chiesa festeggia la Morenita

“In Maria- dice nella omelia- Dio gioisce e si compiace in modo speciale. In una delle preghiere più care al popolo cristiano, il Salve Regina, chiamiamo Maria “madre di misericordia””.

Maria e misericordia una parola composta da due: “miseria e cuore”. E  il Papa spiega che la misericordia “è l’amore che abbraccia la miseria della persona umana. E’ un amore che “sente” la nostra indigenza come se fosse propria, con lo scopo di liberarcene”.

Per questo Dio sceglie di sperimentare e condividere la fragilità umana, “la profondità della sua compassione e della sua misericordia è così: una fusione per farsi compagnia e porsi al servizio dell’umanità ferita”.

E il Papa aggiunge: “per quanto i peccati del mondo possano essere grandi e gravi, lo Spirito, che rinnova la faccia della terra, rende possibile il miracolo di una vita più umana, piena di gioia e di speranza”.

E l’Avvento, il momento in cui “Il Signore è vicino”, e niente ci deve angustiare, come Maria diceva a San Juan Diego: non avere paura io sono tua mamma. “ La più grande misericordia - dice il Papa- risiede nel suo essere in mezzo a noi, nello stare in sua presenza e compagnia. Cammina al nostro fianco, ci mostra la strada dell’amore, ci risolleva quando cadiamo, ci sostiene nelle nostre fatiche, ci accompagna in tutte le circostanze della nostra esistenza. Ci apre gli occhi per farci vedere le nostre miserie e quelle del mondo, ma allo stesso tempo ci riempie di speranza”.

Il Signore con la sua tenerezza è allergico alle cose rigide, aggiunge Francesco.

E Maria “ha sperimentato la misericordia divina, ed ha accolto nel suo seno l’origine stessa di questa misericordia: Gesù Cristo”. É Lei, dice il Papa, che vuole che “tutti gli uomini si salvino, e che a nessuno venga mai a mancare la tenerezza e la consolazione di Dio. Che Maria, Madre di Misericordia, ci aiuti a comprendere quanto Dio ci ama”.

A Maria il Papa affida “le sofferenze e le gioie dei popoli di tutto il continente americano, che la amano come madre e che la riconoscono come “patrona”, con il titolo devozionale e tanto amato di Nostra Signora di Guadalupe”.


A Lei, conclude il Papa “chiediamo che questo anno giubilare sia una semina di amore misericordioso nel cuore delle persone, delle famiglie e delle nazioni, che continua a dirci, sono io sono la tua mamma. Che noi ci convertiamo in misericordiosi, e che le comunità cristiane sappiano essere oasi e fonti di misericordia, testimoni di una carità che non ammette esclusioni. Per chiedere questo in modo forte andrò a venerarla nel suo santuario il prossimo mese di febbraio così potrò pregare per tutta l’America di cui è madre. Noi La supplichiamo affinché guidi i passi del suo popolo americano, popolo pellegrino che cerca la Madre della misericordia e le chiedo che ci mostri sua figlio Gesù  e la prega di mostrargli suo Figlio Gesù”.

Tra le preghiere della messa celebrata in spagnolo una speciale del Papa, improvvisata, per i suoi genitori "che mi hanno dato la vita e che 80 anni fa come oggi si sono sposati". Un pensiero alla unità della famiglia, e perché sia promuova una cultura dell’incontro nelle nazioni americane, e perché i pastori della Chiesa siano apostoli di misericordia e messaggeri del perdono e della riconciliazione “del nostro popolo”.

A celebrare con il Papa anche i cardinali del C9 che si è appena concluso.

A fianco all’altare l’immagine della Madonna di Guadalupe. Immagine che è anche sulla casula di Francesco. Il Papa si ferma a pregare per qualche istante con il pensiero, certamente, al prossimo viaggio in Messico tra due mesi.

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