Il Papa contro la pena di morte: non uccidere vale anche per il colpevole

detenuti
Foto: Flickr - Mateo Parrini (CC-BY-NC-SA-2.0)
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E’ un segno di speranza la crescente opposizione nella opinione pubblica alla pena di morte considerato come uno strumento legittimo di difesa sociale.

Papa Francesco lo ha detto nel suo video messaggio in spagnolo inviato al VI Congresso Mondiale contro la pena di morte che si svolge ad Oslo in Norvegia promosso Dalla Ong francese Ensemble contre la peine de mort e dalla Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte, con 140 associazione di ogni parte del mondo.

Oggi la pena di morte è inammissibile per quanto grave sia il reato per il quesi si è conadnnati, ha detto il Papa.  “E 'un affronto alla santità della vita e della dignità della persona umana che contraddice il piano di Dio per l'uomo e la società e la giustizia misericordiosa” inoltre “non rende giustizia alle vittime, ma incoraggia la vendetta. Il comandamento "non uccidere" ha un valore assoluto e copre sia l'innocente e il colpevole” ha detto il Papa.

“Il Giubileo speciale della Misericordia è una buona occasione per promuovere nel mondo un sempre più maturo rispetto per la vita e la dignità di ogni persona” perché “il diritto inviolabile alla vita, dono di Dio, appartiene anche al criminale”.

Il Papa chiede anche migliori condizioni per i detenuti: "Fare giustizia" non significa che si dovrebbe cercare la punizione per se stessa, ma le sanzioni hanno come scopo principale la riabilitazione del colpevole.

“ Non c‘è nessuna pena valida senza speranza, una pena che non da spazio alla speranza è una tortura non una pena” dice il Papa.  “Spero- conclude Francesco- che questo congresso possa dare nuovo impulso all'impegno per l'abolizione della pena capitale. Ecco perché vi incoraggio tutti i partecipanti di continuare questa grande iniziativa e vi assicuro la mia preghiera”.

 

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