Il Papa decide di non inviare suoi rappresentanti in Colombia

La Bandiera della Colombia
Foto: Flickr Politécnico Grancolombiano Departamento de Comunicaciones (CC BY-NC 2.0).
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Papa Francesco è compiaciuto della conclusione dei negoziati tra Governo Colombiano e le FARC-EP, “intende ribadire il Suo appoggio all’obiettivo di raggiungere la concordia e la riconciliazione di tutto il popolo colombiano, alla luce dei diritti umani e dei valori cristiani che si trovano al centro della cultura latinoamericana”.

Ma non nominerà un suo rappresentante per partecipare “al Comitato di selezione dei Magistrati che formeranno la Jurisdicción especial para la paz (Giurisdizione speciale per la pace)” e ritiene che “considerando la vocazione universale della Chiesa e la missione del Successore di Pietro come Pastore del Popolo di Dio, sarebbe più appropriato che tale compito fosse venisse rimesso ad altre istanze”.

Il Papa “affida il processo di pace in Colombia alla materna protezione della Santa Madre di Dio, Regina della Pace, e invoca il dono dello Spirito Santo perché illumini il cuore e la mente di quanti sono chiamati a costruire il bene comune della Nazione Colombiana”.

La comunicazione è arrivata dalla Segreteria di Stato vaticana senza ulteriori commenti.

L’accordo tra governo colombiano e i guerriglieri filo-marxisti delle Farc, come ricorda la Radio vaticana,  è arrivato qualche giorno fa dopo 4 anni di negoziati all'Avana, ponendo fine ad un conflitto durato 52 anni che ha causato oltre 220mila morti, 45mila persone scomparse nel nulla e 7 milioni di sfollati. I guerriglieri, in tutto 7mila, s’impegnano a consegnare le armi e a trasformarsi in un movimento politico legale. Si attende ora la firma ufficiale dell’intesa a settembre e la ratifica popolare nel referendum del 2 ottobre. Il 23 giugno scorso era stato siglato il cessate il fuoco”.  

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