Il Papa: "I figli sono le prime vittime delle liti in famiglia"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibañez CNA
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Se le ferite che possono essere curate vengono trascurate, si aggravano e “si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. E a quel punto possono diventare lacerazioni profonde, che dividono marito e moglie, e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione”. E’ il monito del Papa, stamane, nel corso dell’udienza generale in Piazza San Pietro.

Secondo Francesco “lo svuotamento dell’amore coniugale diffonde risentimento nelle relazioni. E spesso la disgregazione frana addosso ai figli. Nonostante la nostra sensibilità apparentemente evoluta, e tutte le nostre raffinate analisi psicologiche, mi domando se non ci siamo anestetizzati anche rispetto alle ferite dell’anima dei bambini. Quanto più si cerca di compensare con regali e merendine, tanto più si perde il senso delle ferite più dolorose e profonde  dell’anima”. 

La preoccupazione del Pontefice è dunque rivolta in particolare ai bambini, prime vittime delle tensioni all’interno dei nuclei familiari. “Parliamo molto di disturbi comportamentali, di salute psichica, di benessere del bambino, di ansia dei genitori e dei figli, ma sappiamo ancora che cos’è una ferita dell’anima? Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino, nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale?”. “Quale peso – ha aggiunto Papa Bergoglio – ha nelle nostre scelte sbagliate l’anima dei bambini? Quando gli adulti perdono la testa, quando ognuno pensa a sé stesso, quando papà e mamma si fanno del male, l’anima dei bambini soffre molto, prova un senso di disperazione. E sono ferite che lasciano il segno per tutta la vita”.

Il Papa ha ricordato inoltre che “nella famiglia, tutto è legato assieme: quando la sua anima è ferita in qualche punto, l’infezione contagia tutti. E quando un uomo e una donna, che si sono impegnati ad essere una sola carne e a formare una famiglia, pensano ossessivamente alle proprie esigenze di libertà e di gratificazione, questa distorsione intacca profondamente il cuore e la vita dei figli”.

“Marito e moglie - ha concluso il Pontefice - sono una sola carne. Ma le loro creature sono carne della loro carne. Se pensiamo alla durezza con cui Gesù ammonisce gli adulti a non scandalizzare i piccoli, possiamo comprendere meglio anche la sua parola sulla grave responsabilità di custodire il legame coniugale che dà inizio alla famiglia umana. Quando l’uomo e la donna sono diventati una sola carne, tutte le ferite e tutti gli abbandoni del papà e della mamma incidono nella carne viva dei figli". "Tante volte i bambini – ha amaramente osservato il Papa – si nascondono per piangere da soli. Quante volte!”.

Francesco, salutando i pellegrini italiani, ha ricordato la recente visita a Torino ringraziando per l'accoglienza. "Mi sono sentito - ha detto - veramente a casa!".

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