Il Papa: “Il cristiano non è fatto per la noia, semmai per la pazienza”

Papa Francesco, Udienza
Foto: L'Osservatore Romano, ACI group
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La dimensione della speranza come “attesa vigilante”. E’ questo il tema dell’Udienza Generale odierna in Piazza San Pietro. Il Papa spiega principalmente come “questo mondo esige la nostra responsabilità, e noi ce la assumiamo tutta e con amore”. Perchè “Gesù vuole che la nostra esistenza sia laboriosa, che non abbassiamo mai la guardia, per accogliere con gratitudine e stupore ogni nuovo giorno donatoci da Dio”.

Per il Papa è importante ricordare a tutti che il cristiano “non è fatto per la noia; semmai per la pazienza”. “Sa che – aggiunge Francesco nella catechesi -  anche nella monotonia di certi giorni sempre uguali è nascosto un mistero di grazia. Ci sono persone che con la perseveranza del loro amore diventano come pozzi che irrigano il deserto”.

"Noi dobbiamo vivere in attesa dell'incontro in un abbraccio con Gesù", aggiunge a braccio Francesco.

Dopo aver conosciuto Gesù, noi non possiamo far altro che “scrutare la storia con fiducia e speranza”. “Gesù è come una casa – rassicura Papa Francesco - e noi ci siamo dentro, e dalle finestre di questa casa noi guardiamo il mondo. Perciò non ci richiudiamo in noi stessi, non rimpiangiamo con malinconia un passato che si presume dorato, ma guardiamo sempre avanti, a un futuro che non è solo opera delle nostre mani, ma che anzitutto è una preoccupazione costante della provvidenza di Dio. Tutto ciò che è opaco un giorno diventerà luce”.

Dunque, il Papa ricorda di “non aspettare Gesù con le mani in mano”. E’ questo l’insegnamento odierno del Pontefice argentino: "Ecco, io vengo presto, dice Gesù".

 

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