Il Papa incontra il Presidente della Slovenia

Il presidente Borut Pahor
Foto: www.slovenskenovice.si
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Papa Francesco ha ricevuto stamattina il Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor nel Palazzo Apostolico. Venticinque minuti di incontro privato, senza interprete, in lingua italiana.
Il Presidente ha raggiunto il Palazzo Apostolico con il suo staff.

Per il consueto scambio di doni, dalla Slovenia per il Papa un un dolce tipico del paese balcanico, la "potica". Il dolce, farcito con crema di noci, è stato riconosciuto subito dal Papa, il quale assaggiandolo, ha gradito il dono.

Secondo quanto riferito dai giornalisti presenti all'incontro, il presidente sloveno ha invitato il Papa a visitare la Slovenia l'anno prossimo, dicendogli che se andrà "ci saranno tante potica". Il Papa ha risposto con un "volentieri".

Un altro dono del Presidente al Papa è stato la copia del manoscritto di Sticna, un monastero vicino Lubiana. E' un manoscritto del XV secolo, scritto in latino, con alcuni scritti in sloveno.

Il Papa ha donato i suoi tre libri: l'enciclica "Laudato Si" e le due esortazioni apostoliche "Evangelii Gaudium" e "Amoris Laetitia", e un medaglione dal tema "deserto che diventerà un giardino", passo del profeta Isaia.

Il comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede riferisce sull'incontro: "Nel corso dei cordiali colloqui sono state evocate le positive relazioni bilaterali, anche nella prospettiva dell’imminente ricorrenza del venticinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Slovenia, e si sono passati in rassegna alcuni temi di comune interesse riguardanti l’attuale situazione del Paese. Ci si è quindi soffermati sui buoni rapporti esistenti tra la Chiesa cattolica e lo Stato e sull’importanza del dialogo nell’ambito di una loro proficua collaborazione per il bene della società slovena, e in particolare delle giovani generazioni. Infine, è stata dedicata attenzione alla situazione internazionale, con speciale riferimento al contesto regionale e alle sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare".

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