Il Papa: lo sport per sviluppare i talenti donati da Dio

Il Papa alla manifestazione Sport at the Service of Humanity
Foto: CTV
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Festa dello sport in Vaticano per il primo Incontro mondiale su Sport e Fede, dal tema Sport at the Service of Humanity.

A dare il via all’evento il Papa, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, e il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach.

Molto gli sportivi che hanno partecipato alla serata di apertura con performance e testimonianze.

“Lo sport è un’attività umana di grande valore, capace di arricchire la vita delle persone” dice il papa e ricorda il motto olimpico “altius, citius, fortius” come “un invito a sviluppare i talenti che Dio ci ha dato”.

Sport che rende orgogliosi, sport che non è riservato solo agli atleti di grandi prestazioni, ma ha anche lo scopo di “migliorare la salute e il benessere, di imparare a lavorare in squadra, a saper vincere e anche a saper perdere”.

É bello dice il Papa  “sapere che le istituzioni sportive mondiali hanno preso a cuore così coraggiosamente il valore dell’inclusione”  e pensa ai “tanti bambini e ragazzi che vivono ai margini della società”. E aggiunge: “Tutti conosciamo l’entusiasmo dei bambini che giocano con una palla sgonfia o fatta di stracci nei sobborghi di alcune grandi città o nelle vie dei piccoli paesi. Vorrei incoraggiare tutti – istituzioni, società sportive, realtà educative e sociali, comunità religiose – a lavorare insieme affinché questi bambini possano accedere allo sport in condizioni dignitose, specialmente quelli che ne sono esclusi a causa della povertà. Mi fa piacere sapere che sono presenti al convegno i fondatori della Homeless Cup e altre fondazioni che, attraverso lo sport, offrono ai più svantaggiati una possibilità di sviluppo umano integrale”.

Poi un richiamo per le aziende che sponsorizzano gli eventi sportivi: “La sfida è quella di mantenere la genuinità dello sport, di proteggerlo dalle manipolazioni e dallo sfruttamento commerciale. Sarebbe triste, per lo sport e per l’umanità, se la gente non riuscisse più a confidare nella verità dei risultati sportivi, o se il cinismo e il disincanto prendessero il sopravvento sull’entusiasmo e sulla partecipazione gioiosa e disinteressata. Nello sport, come nella vita, è importante lottare per il risultato, ma giocare bene e con lealtà è ancora più importante! Non dimenticate quallo che si dice del vero sport: sport amateur".

Il grazie del Papa è per tutti coloro che cercano, anche tramite lo sport, di “sradicare ogni forma di corruzione e di manipolazione. So che è in atto una campagna guidata dalle Nazioni Unite per lottare contro il cancro della corruzione in tutti gli ambiti della società. Quando le persone lottano per creare una società più giusta e trasparente, collaborano con l’opera di Dio. Anche noi, responsabili di diverse comunità religiose, vogliamo offrire il nostro contributo a tale impegno. Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica, essa è impegnata nel mondo dello sport per portare la gioia del Vangelo, l’amore inclusivo e incondizionato di Dio per tutti gli esseri umani”.

Diversi gli ospiti del mondo politico, dal sindaco di Roma al principe di Monaco, molti anche i rappresentanti delle religioni, tra cui l’ arcivescovo di Canterbury Welby che poi celebrerà i vespri con il Papa a san Gregorio al Celio.

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