Il Papa: “L’usura umilia e uccide, bisogna prevernirla”

Papa Francesco, Udienza Generale
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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“Seguo con particolare attenzione il vostro percorso di lotta all’usura, che diventa sempre più qualificato e concreto con l’esperienza e con la costituzione di nuove Fondazioni distribuite su tutto il territorio nazionale attraverso centinaia di Centri di ascolto. Sono presìdi, scuole di umanità e di educazione alla legalità, frutto di una sensibilità che trova nella Parola di Dio la sua illuminante ispirazione e che opera silenziosamente e faticosamente nelle coscienze delle persone”. Lo ha detto Papa Francesco nel suo discorso ai Membri della Consulta Nazionale Antiusura, ricevuti oggi in Vaticano.

Per Francesco “l’usura umilia e uccide, è un male antico e purtroppo ancora sommerso che, come un serpente, strangola le vittime”. “Bisogna prevenirla – osserva il Pontefice - sottraendo le persone alla patologia del debito fatto per la sussistenza o per salvare l’azienda. E si può prevenirla educando ad uno stile di vita sobrio, che sappia distinguere tra ciò che è superfluo e ciò che è necessario e che responsabilizzi a non contrarre debiti per procurarsi cose alle quali si potrebbe rinunciare”.

L’usura è un peccato grave – continua il Papa - uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune. Essa indebolisce anche le fondamenta sociali ed economiche di un Paese. Infatti, con tanti poveri, tante famiglie indebitate, tante vittime di gravi reati e tante persone corrotte nessun Paese può programmare una seria ripresa economica né tantomeno sentirsi al sicuro”.

Il Papa menziona un'altra "piaga" della società, quella del gioco d'azzardo : "Io ho visto, ho saputo a Buenos Aires di donne anziane, in pensione, che andavano alla banca a ricevere la pensione e da lì al locale del gioco di azzardo. È una patologia che ti prende e ti ammazza".

Francesco conclude il suo discorso con un invito: “Il vostro servizio vi chiede di essere uomini e donne di incontro, di ascolto, di prossimità. Per questo vi esorto a tenere fisso lo sguardo e il cuore su Gesù, a sostare sulle pagine del Vangelo in cui Lui incontra i poveri e i mendicanti, i lebbrosi e i paralitici e li “rimette in piedi”, restituendo loro dignità e futuro”. 

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