Amoris Laetitia:“Il Papa non innova. Sta nella grande tradizione prudenziale della Chiesa"

Conferenza Stampa di Presentazione " Amoris laetitia"
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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“Il Papa non innova, sta nella grande tradizione pastorale e prudenziale della Chiesa che ogni vescovo deve esercitare”. Il cardinal Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, spiega così l'esortazione post-sinodale in una conferenza stampa di presentazione che - sottolinea padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede - "richiama il pubblico delle grandi occasioni". 

Ed è questa la frase che fa da filo conduttore per comprendere la presentazione del documento sull'amore della famiglia. Una presentazione cui intervengono anche il Cardinal Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; i coniugi Prof. Francesco Miano, Docente di Filosofia Morale presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Prof.ssa Giuseppina De Simone in Miano, Docente di Filosofia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di Napoli (i quali hanno partecipato come uditori ad entrambi i sinodi sulla famiglia convocati da Papa Francesco); e l'arcivescovo Fabio Fabene, Sotto-Segretario del Sinodo dei Vescovi.

“Papa Francesco confida nella “gioia dell’amore”. L’amore sa trovare la via. È la bussola che ci indica la strada. Esso è il traguardo e il cammino stesso, perché Dio è l’amore e perché l’amore è da Dio.  Niente è così esigente come l’amore. Esso non si può avere a buon mercato. Per questo nessuno deve temere che Papa Francesco ci inviti, con 'Amoris laetitia, a un cammino troppo facile. Il cammino non è facile, ma è pieno di gioia”, afferma il Cardinal Schonborn.

Il Cardinal Baldisseri spiega che l'esortazione l’Esortazione è composta di nove capitoli, suddivisi in 325 numeri, con 391 note, e viene conclusa dalla preghiera finale alla Santa Famiglia. Dice il Cardinale: “La lunghezza e l’articolazione del testo richiede una lettura non affrettata, non necessariamente continua, anche a seconda dell’interesse dei diversi lettori. Amoris laetitia è una ulteriore eminente espressione del pontificato di papa Francesco; rappresenta una splendida sintesi e proiezione verso ulteriori orizzonti”.

Durante il suo intervento, il Cardinal Schoenborn ha poi continuato affermando: “Papa Francesco è riuscito a parlare di tutte le situazioni senza catalogare, senza categorizzare, con quello sguardo di fondamentale benevolenza che ha qualcosa a che fare con il cuore di Dio, con gli occhi di Gesù che non escludono nessuno, per questo la Amoris laetitia è confortante”.

L’Arcivescovo di Vienna ribadisce più volte, durante il suo discorso, come Papa Francesco abbia definito come centrali i capitoli 4 e 5 “non solo in senso geografico, ma per il loro contenuto". “Non potremo - dice - incoraggiare un cammino di fedeltà e di reciproca donazione se non stimoliamo la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare”. E nelle sue risposte ai giornalisti sottolinea più volte come Papa Francesco dia la sua “fiducia nel matrimonio e nella famiglia”, e chiede di non guardare alle “patate bollenti”, ma a questi punti fondamentali, perché “non si può focalizzare tutto su un solo punto, bisogna vedere l’insieme delle situazioni.

I coniugi Miano parlano delle difficoltà del cammino di coppia e di famiglia: “Il cammino è fondamentale per capire il senso della vita della famiglia che traspare da queste pagine. Che la vita della famiglia sia un cammino viene ripetuto con chiarezza; un cammino in cui non bisogna stancarsi di guardare avanti, di avere grandi orizzonti, non bisogna smettere di sognare, e di cui imparare a gustare e ad apprezzare ogni passo senza temere il divenire, le trasformazioni che il cammino porta con sé, avendo piuttosto il senso dell'imperfezione e della crescita”.

Qual è il messaggio principale dell’Amoris Laetitia? Il Cardinale Baldisseri risponde: “Il messaggio principale è di leggere il documento. Mi piace che guardino tutta la problematica dell’ottavo capitolo: comincia un cammino molto arduo. Ora si deve applicare quello che il cardinal Schoenborn ha spiegato: il discernimento. È importante tener chiara la dottrina della Chiesa e allo stesso modo l’applicazione.  Il travaglio spirituale si lega al foro interno” (ovvero, al rapporto con il confessore, ndr). 

Il lungo dibattito si è concluso con una affermazione dello stesso Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi: “Questa esortazione di Papa Francesco non chiude nessun dibattito. La Chiesa è in cammino, si va avanti con certe tradizioni, ma il discorso continua. E’ in una forma dinamica, questo di Papa Francesco è solo un passo”.

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