Il Papa prega per l'Italia Centrale "messa nuovamente a dura prova"

Papa Francesco
Foto: L'Osservatore Romano ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Gesù annuncia l’arrivo del Regno dei cieli, un “regno non comporta l’instaurazione di un nuovo potere politico, ma il compimento dell’alleanza tra Dio e il suo popolo che inaugurerà una stagione di pace e di giustizia”. Lo ha detto il Papa commentando l’inizio della predicazione di Gesù nel corso dell’Angelus di questa mattina.

Questa alleanza si compie attraverso un patto attraverso il quale - aggiunge - “ognuno è chiamato a convertirsi, è una trasformazione del pensiero. Non si tratta di cambiare gli abiti, ma le abitudini!”.

A differenza del Battista - prosegue Francesco - “Gesù sceglie di essere un profeta itinerante. Non sta ad aspettare la gente, ma si muove incontro ad essa. Geù è sempre per la strada. Le sue prime uscite missionarie avvengono lungo il lago di Galilea, a contatto con la folla, in particolare con i pescatori”. 

Gesù non si limita ad annunciare, ma chiama i suoi compagni di missione. Li cerca nella vita quotidiana. Infatti - spiega il Pontefice - “il Signore si rivela a noi non in modo straordinario o eclatante, ma nella quotidianità della nostra vita. lì dobbiamo trovare il Signore, lì fa sentire il suo amore e lì si cambia il nostro cuore. La risposta dei quattro pescatori è immediata e pronta: Subito lasciarono le reti e lo seguirono”.

Grazie al loro sì - conclude Papa Francesco - “noi, cristiani di oggi, abbiamo la gioia di proclamare e testimoniare la nostra fede. La consapevolezza di questi inizi susciti in noi il desiderio di portare la parola, l’amore e la tenerezza di Gesù in ogni contesto, anche il più impervio e resistente. Portare la Parola a tutte le periferie! Tutti gli spazi del vivere umano sono terreno in cui gettare la semente del Vangelo, affinché porti frutti di salvezza”.

Al termine della preghiera mariana il Papa ricorda la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Ai fedeli Francesco chiede di “perseverare nella preghiera” per ottenere il dono dell’unità.

Francesco non manca di parlare dell’emergenza che sta vivendo l’Italia Centrale. “Il terremoto e le forti nevicate - dice il Papa - hanno messo nuovamente a dura prova tanti nostri fratelli e sorelle. Sono vicino con la preghiera e con l’affetto alle famiglie che hanno avuto vittime tra i loro cari. Incoraggio quanti sono impegnati con grande generosità nelle opere di soccorso e di assistenza; come pure le Chiese locali, che si prodigano per alleviare le sofferenze e le difficoltà. Grazie tante per la vostra vicinanza, il vostro lavoro e l'aiuto che portate”.

Infine gli auguri a chi nell’Estremo Oriente celebra il capodanno lunare il prossimo 28 gennaio. Auguro - conclude - che le loro famiglie “diventino sempre di più una scuola in cui si impara a rispettare l’altro, a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato. Possa la gioia dell’amore propagarsi all’interno delle famiglie e da esse irradiarsi in tutta la società”.

 

Ti potrebbe interessare