Il Papa: "Respingiamo la religione dell'apparire"

Papa Francesco
Foto: L'Osservatore Romano
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Nel giorno della memoria liturgica di San Giovanni XXIII, Papa Francesco commentando il Vangelo ricorda che secondo Gesù ciò "che importa è la libertà che ci ha dato la redenzione, che ci ha dato l’amore, che ci ha dato la ricreazione del Padre. "Quella libertà interna - sostiene il Papa secondo quanto diffuso dalla Radio Vaticana - quella libertà che si fa il bene di nascosto, senza far suonare la tromba perché la strada della vera religione è la stessa strada di Gesù: l’umiltà, l’umiliazione. E Gesù umiliò se stesso, svuotò se stesso. E’ l’unica strada per togliere da noi l’egoismo, la cupidigia, la superbia, la vanità, la mondanità. Al contrario questa gente che Gesù rimprovera è gente che segue la religione del maquillage: l’apparenza, l’apparire, fare finta di sembrare ma dentro… Gesù usa per questa gente un’immagine molto forte: sepolcri imbiancati".

"Gesù – ha spiegato ancora il Papa – ci chiama, ci invita a fare il bene con umiltà. Tu puoi fare tutto il bene che vuoi ma se non lo fai umilmente, come ci insegna Gesù, questo bene non serve, perché un bene che nasce da te stesso, dalla tua sicurezza non dalla redenzione che Gesù ci ha dato".

Dobbiamo - ha concluso Francesco - "respingere questa religione dell’apparire, del sembrare, del fare finta di... E andare silenziosamente facendo il bene, gratuitamente come noi gratuitamente abbiamo ricevuto la nostra libertà interiore".

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