Il Papa: seguire la novità dello Spirito con la guida della preghiera

La messa a Santa Marta
Foto: CTV
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Serve un vero coraggio apostolico perché la Chiesa non è un “museo di ricordi”. Riprendendo una della sue espressioni favorite Papa Francesco questa mattina nella messa a Santa Marta ha commentato gli Atti degli Apostoli. I discepoli di Gesù iniziano a predicare anche ai greci, ai pagani, un gran numero di loro crede e si converte.

E’ così che la Chiesa deve esser sempre aperta alla novità dello Spirito Santo.
Nelle profezie c’era scritto che il Signore sarebbe venuto a salvare tutti i popoli, come nel capitolo 60 di Isaia. E tuttavia, molti all’ epoca di Gesù non comprendevano: “Non capivano. Non capivano che Dio è il Dio delle novità” ha detto il Papa aggiungendo che “nella Storia della Chiesa possiamo vedere da questo momento fino adesso quante paure verso le sorprese dello Spirito Santo. E’ il Dio delle sorprese”.

Ma da soli non possiamo farcela: “Possiamo studiare tutta la Storia della Salvezza, possiamo studiare tutta la Teologia, ha detto il Papa-ma senza lo Spirito non possiamo capire. La questione è: come capire che la voce che sentiamo è proprio quella dello Spirito? La soluzione è nella preghiera e la richiesta del dono: ‘Signore, dacci lo Spirito Santo perché possiamo discernere in ogni tempo cosa dobbiamo fare’. La Chiesa, spiega il Papa “la Chiesa va avanti con queste sorprese, con queste novità dello Spirito Santo. Bisogna discernerle, e per discernerle bisogna pregare, chiedere questa grazia.”

Il Papa ha anche detto che fare come si è fatto sempre, è un’alternativa “di morte”. Il Papa  ha esortato a “rischiare, con la preghiera, tanto, con l’umiltà, di accettare quello che lo Spirito” ci chiede di “cambiare”: “questa è la strada”.

Una strada che si percorre con la Eucaristia: ‘Signore, Tu che sei qui con noi nell’Eucaristia, Tu che sarai dentro di noi, dacci la grazia dello Spirito Santo. Dacci la grazia di non avere paura quando lo Spirito, con sicurezza, mi dice di fare un passo avanti’. E in questa Messa, chiedere questo coraggio, questo coraggio apostolico di portare vita e non fare della nostra vita cristiana un museo di ricordi”.

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