Il Papa: serve nuovo slancio per diffondere la cultura della vita

Il Papa con i malati in Piazza San Pietro
Foto: Aci Gruop
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Un lunga udienza con i piccoli malati del Bambino Gesù e poi la riflessione per la Giornata del Malato 2017, la venticinquesima. Papa Francesco pensa alla sofferenza della malattia con il cuore “presso la Grotta di Massabielle, dinanzi all’effige della Vergine Immacolata, nella quale l’Onnipotente ha fatto grandi cose per la redenzione dell’umanità” per essere vicino a malati, sofferenti, medici, infermieri, familiari, volontari: Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente …» (Lc 1,49)

Maria, scrive il papa è “la garante  della tenerezza di Dio per ogni essere umano e il modello dell’abbandono alla sua volontà; e a trovare sempre nella fede, nutrita dalla Parola e dai Sacramenti, la forza di amare Dio e i fratelli anche nell’esperienza della malattia”.

Francesco ricorda che “ogni malato è e rimane sempre un essere umano, e come tale va trattato. Gli infermi, come i portatori di disabilità anche gravissime, hanno la loro inalienabile dignità e la loro missione nella vita e non diventano mai dei meri oggetti, anche se a volte possono sembrare solo passivi, ma in realtà non è mai così”.

E con lo sguardo alla Immacolata il Papa ricorda che Maria è la  “Consolatrice degli afflitti, illumina il volto della Chiesa nel suo quotidiano impegno per i bisognosi e i sofferenti”.

La Giornata Mondiale del Malato per Papa Francesco è una occasione per “trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente; un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone, anche attraverso un corretto approccio alle questioni bioetiche, alla tutela dei più deboli e alla cura dell’ambiente”.

L’augurio del Papa e nel ricordo di san Giovanni di Dio e san Camillo de’ Lellis, Patroni degli ospedali e degli operatori sanitari, e santa Madre Teresa di Calcutta, missionaria della tenerezza di Dio e conclude. “O Maria, nostra Madre, che in Cristo accogli ognuno di noi come figlio, sostieni l’attesa fiduciosa del nostro cuore, soccorrici nelle nostre infermità e sofferenze, guidaci verso Cristo tuo figlio e nostro fratello, e aiutaci ad affidarci al Padre che compie grandi cose”.

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