Il Papa: "Siamo uomini di speranza, non di disperazione"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Davanti alla realtà della morte proviamo “il dispiacere per il distacco dalle persone che ci sono state vicine e ci hanno fatto del bene” ma anche “la speranza per loro e per noi stessi”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia in occasione della Messa celebrata stamane in San Pietro in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno.

Il Pontefice ricorda come la morte segni un bivio, quello tra “la via della vita, cioè quella che conduce alla comunione con Dio, o la via della morte, cioè che conduce lontano da Lui. I molti che risorgeranno per una vita eterna sono da intendere come i molti per i quali è versato il sangue di Cristo. Sono la moltitudine che, grazie alla bontà misericordiosa di Dio, può sperimentare la realtà della vita che non passa, la vittoria completa sulla morte per mezzo della risurrezione”.

Con la sua morte e risurrezione Gesù - prosegue il Papa - ci dimostra “che la comunione con i defunti non rimane solo un desiderio, un’immaginazione, ma diventa reale. La fede che professiamo nella risurrezione ci porta ad essere uomini di speranza e non di disperazione, uomini della vita e non della morte, perché ci consola la promessa della vita eterna radicata nell’unione a Cristo risorto”.

Pertanto dinanzi alla morte - sottolinea ancora Papa Bergoglio - dobbiamo mostrare un “atteggiamento di fiducia: infatti Gesù ci ha dimostrato che essa non è l’ultima parola, ma l’amore misericordioso del Padre ci trasfigura e ci fa vivere la comunione eterna con Lui. Una caratteristica fondamentale del cristiano è il senso dell’attesa trepidante dell’incontro finale con Dio. La speranza non delude. Sì, non delude! Dio è fedele e la nostra speranza in Lui non è vana”.

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